Imbarcadero Barbieri affonda anche il molo
di Anna Ghezzi wPAVIA Due mesi e mezzo fa erano affondati i due barconi dell'Imbarcadero Barbieri, ormeggiato lungo il Ticino. Ieri per Giancarlo Barbieri e la moglie, titolari dello storico Imbarcadero, è stato un altro risveglio amaro: questa volta ad essersi inabissate sono state le pensiline di rimessaggio delle barche, le zattere, e la passerella . E i Vigili del fuoco – intervenuti ieri mattina per mettere in sicurezza l'area – hanno dichiarato che l'intero imbarcadero, barcone del bar e abitazione compresi, è inagibile e inabitabile. Barbieri si è sentito male ed è stato portato al pronto soccorso del policlinico San Matteo. In questi giorni di fiume grosso a causa della pioggia ibarconi affondati ad agosto, il tetto rosso sotto il pelo dell'acqua limacciosa, erano tonati a fare paura. Legati con una corda dai vigili del fuoco all'inizio di agosto, dovevano essere rimossi dallo stesso Barbieri nell'estate. La stessa Aipo, agenzia interregionale per il fiume Po, aveva emesso un'ordinanza perché i barconi fossero rimossi e messi in sicurezza, altrimenti avrebbe agito ricaricando poi le spese sui proprietari. Ma fino a ieri i barconi erano ancora lì, legati e in acqua, e suscitavano preoccupazioni da parte degli amanti del fiume. Mentre per i primi due barconi affondati ad agosto si stava indagando sull'atto doloso, dalle prime ricostruzioni pare che le pensiline affondate ieri siano state danneggiate da qualche tronco o oggetto spinto a tutta velocità dalla corrente del fiume che con la pioggia caduta ha preso più forza. L'allarme è scattato di prima mattina, quando Barbieri si è affacciato dal barcone e ha visto la situazione. I vigili del fuoco hanno lavorato per l'intera mattinata, la protezione civile del Comune ha portato un pasto caldo ai due proprietari rimasti tutto il tempo sulla riva. I primi clienti ieri hanno iniziato a far portare via le barche ormeggiate presso i pontili semi affondati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA