Il sindaco chiede controlli anti-Ebola
di Denis Artioli wVIGEVANO «Controlli sanitari puntuali su tutti i cittadini provenienti da Paesi a rischio o che hanno intrapreso viaggi in Africa e presenti nel Comune di Vigevano». Controlli contro la diffusione di Ebola. Li chiede il sindaco leghista Andrea Sala al direttore generale dell'Asl di Pavia, Alessandro Mauri. Sala ha scritto anche al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, sottolineando che in qualità di sindaco e, quindi, di responsabile della tutela della salute dei suoi concittadini, ha deciso di chiedere all'Asl i controlli anti-Ebola. Nella lettera ufficiale al direttore dell'Asl pavese, scritta e protocollata ieri, il sindaco pone in evidenza che «è notizia di questi giorni che l'Ebola è arrivata in Europa e i relativi Stati dell'Unione si interrogano sulle relative forme di prevenzione dell'epidemia». Sala cita anche Margaret Chan, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): «Ha affermato – sottolinea il sindaco – che l'attuale epidemia di Ebola è "l'emergenza sanitaria più grave e seria vista nei tempi moderni"». Sala chiude la lettera inviata a Mauri evidenziando che confida «nella sua collaborazione» e che resta a disposizione «per eventuali chiarimenti». Mentre nella lettera al direttore dell'Asl il sindaco non scrive mai la parola "stranieri", ma parla di «tutti i cittadini provenienti da Paesi a rischio», la ripete invece più di una volta nella missiva inviata al ministro Lorenzin, sottolineando che «l'alternativa concreta all'immigrazione è l'aiuto a "casa loro", che di riflesso evita anche un'epidemia globale" e che «è ora che il Governo passi ad una fase di prevenzione seria e incisiva ed attui tramite le Asl del territorio un monitoraggio degli stranieri recentemente arrivati. Pertanto occorrerebbe valutare di interdire ogni accesso agli stranieri provenienti da Paesi a rischio e sottoporre a visita quelli presenti sul territorio nazionale». Insomma, una lettera che manifesta una preoccupazione "sanitaria" a livello provinciale e di taglio espressamente "politico" a livello nazionale. «Non ho ancora visto la lettera del sindaco di Vigevano – spiegava ieri pomeriggio il direttore dell'Asl di Pavia, Alessandro Mauri – quindi non posso rispondere oggi a una richiesta di cui ancora non sono a conoscenza. Più in generale posso dire che rispetto ad Ebola sono stati predisposti e attivati protocolli sanitari nazionali e che, quindi, non c'è motivo di preoccupazione a livello locale, in provincia di Pavia. Sotto questo punto di vista possiamo stare tranquilli, non si corrono rischi reali». Chi, nel mondo del volontariato, opera spesso a contatto con gli stranieri, non manifesta un timore particolare di eventuale contagio, affidandosi ai protocolli sanitari attivati a più ampio livello. «E' giusto che il sindaco si preoccupi – dice don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana – ma abbiamo avuto un incontro regionale in cui si è parlato anche di questo problema, e l'aspetto della prevenzione e del controllo è affrontato a livello regionale e nazionale. Esistono protocolli nazionali già operativi». Senza sottovalutare il problema, don Locatelli, precisa però che a Vigevano l'azione della Caritas è rivolta a chi da tempo sta sul territorio e ha una scarsa, se non inesistente, capacità economica e, quindi, è privo di una possibilità di mobilità internazionale. «Noi aiutiamo persone, anche straniere in grande difficoltà – sottolinea don Locatelli – che non hanno certamente la possibilità di prendere un aereo per andare e tornare dall'Africa o da altri Paesi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA