Lite Grillo-Salvini sul referendum antieuro
ROMA Scontro frontale tra Beppe, Grillo e Matteo Salvini sul referendum consultivo per l'uscita dall'euro. Il leader dei 5 Stelle, che attacca la Lega «degli euromolli», difende la fattibilità della proposta fatta ai suoi elettori durante la tre giorni del Circo Massimo e liquida con stizza la possibilità di andare a un faccia faccia con il leader del Carroccio. «Caro Salvini, non c'è bisogno di alcun incontro ufficiale. La Lega appoggi, se vuole, le idee che ritiene giuste senza chiedere nulla in cambio» affonda Grillo, che non vuole aprire nessuna trattativa con Salvini, e lo invita ad accodarsi alle scelte dei pentastellati: «Se la Lega propone cose in linea con il programma M5S, riceverà il nostro supporto come sempre successo per qualunque forza politica». Lo scontro va in scena in rete e la risposta del segretario della Lega è affidata a Facebook. «Purtroppo Grillo ha rifiutato il confronto proposto dalla Lega dicendo che non c'è bisogno di alcun incontro ufficiale. Peggio per lui, noi le nostre battaglie contro l'euro, l'invasione clandestina e lo Stato tassatore le facciamo da soli!» replica Salvini, che, da Mosca, fa buon viso a cattivo gioco e spiega che la rinuncia al referendum indipendentista da parte del governo della Catalogna è solo una battuta d'arresto. Una pausa che costringerà la Lega ad archiviare, almeno per il momento, l'idea del Veneto indipendente. «La rinuncia della Catalogna al referendum per l'indipendenza avrà effetti nell'immediato anche su quello del Veneto, ma è solo una questione di tempo per entrambi». Grillo, invece, tira dritto e assicura che il referendum per l'uscita dall'euro non è incostituzionale. «La Lega degli euromolli lancia il sasso dell'uscita dall'euro e poi nasconde la mano. Il M5S porterà gli italiani al referendum sull'euro, si può fare, e lo capirebbe anche Salvini che evidentemente non è informato» graffia Grillo, che usa il sul blog per spiegare che il referendum è fattibile: «Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale che noi presenteremo agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50mila firme. A dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne». (g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA