Obiettivo tagliare le tasse
MILANO Le misure che saranno introdotte nella legge di stabilità all'esame del Consiglio dei ministri di oggi dovrebbero rivoluzionare alcuni settori economici mentre si confermano sconti fiscali e l'ecobonus sulle ristrutturazioni. Ancora incerto il Tfr in busta paga e i tagli ai ministeri. Taglio tasse. Complessivamente il governo punta a ridurre la pressione fiscale di 18 miliardi, in parte confermando il bonus degli 80 euro (10 miliardi) e lavorando sulla riforma strutturale dell'Irap per la componente lavoro e introducendo lo sgravio contributivo completo per i primi tre anni di assunzione. La novità più rilevante è sicuramente la nuova sforbiciata all'Irap (6,5 miliardi di euro): l'abbattimento della componente lavoro dell'imposta regionale sulle attività produttive vale quasi 9mila euro l'anno (8.800 euro) per dipendente (a tempo pieno e con contratto full time). Per un'azienda con 30 dipendenti significa risparmiare quasi 270mila euro l'anno, per un'impresa con 50 addetti il risparmio sale a quasi 450mila euro. Risorse aggiuntive per 500 milioni per le famiglie e circa 1 miliardo per gli sgravi ai neoassunti. Taglio spesa. Complessivamente le riduzioni della spesa ammontano a 13 miliardi: 6 miliardi dagli enti locali, circa 4 miliardi da minore spesa per interessi e 3 miliardi dai ministeri mentre alla scuola sarà riservato un miliardo aggiuntivo di risorse. Solo per le Regioni si parla di 4 miliardi di tagli, compresi 900 milioni dalla sanità senza intaccare, però, il patto per la salute che prevede che non possano essere ridotte le spese per i servizi. Più deficit. Il nodo indubbiamente più delicato nella trattativa con Bruxelles riguarda l'incremento del deficit di 11,5 miliardi. Come ha sottolineato il ministro Padoan si tratta di una correzione del deficit strutturale italiano dello 0,1% che fa slittare di almeno un anno il pareggio di bilancio. La differenza fra la correzione del deficit strutturale italiano confermata ieri per il 2015 dal ministro Padoan, pari allo 0,1% del Pil, e lo 0,7% richiesto dalla Commissione europea per 3 anni, è notevole ed è quella realmente a rischio bocciatura. Lo 0,1% corrisponde infatti a 1,6 miliardi, che diventano 11,2 miliardi se si parla dello 0,7%. Nelle scorse settimane si era parlato di un possibile compromesso pari allo 0,25%, pari a circa 4 miliardi. Lotta all'evasione. Dalla lotta all'evasione dovrebbero arrivare circa 3 miliardi. Due miliardi dovrebbero arrivare dal cosiddetto "reverse charge" nei pagamenti Iva: la misura va concordata in sede Ue e la trattativa con Bruxelles è ancora in corso. In pratica dovrebbe entrare tutta l'edilizia ad eccezione della cessione di immobili, il settore delle pulizie e quello dell'energia. Il meccanismo del reverse, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe ridurre drasticamente l'evasione Iva rendendo più difficile le frodi. Un altro miliardo arriverà dalla nuova strategia di contrasto all'evasione basata non tanto sugli interventi ex post quanto su una serie di azioni che l'Agenzia delle entrate metterà in campo per spingere i contribuenti, soprattutto quelli a più alto rischio evasione, ad una maggiore adesione spontanea. L'attività, che comporterà una profonda modifica del concetto stesso di accertamento, sarà accompagnata dal cosiddetto "ravvedimento lungo" e da una revisione degli sconti delle sanzioni per chi si ravvede in relazioni ai tempi entro cui lo fa. (a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA