Canneto, cacciatore ucciso iniziano gli interrogatori

CANNETO Sono i giorni del lutto e degli accertamenti sul fronte giudiziario. Ieri è stata eseguita l'autopsia sulla salma di Luciano Sanelli, il cacciatore 56enne di Redavalle, rimasto ucciso domenica pomeriggio in un incidente di caccia nelle campagne di Canneto Pavese. Il sostituto procuratore Paolo Mazza, titolare dell'inchiesta, interrogherà nei prossimi giorni le persone che erano con Sanelli alla battuta di caccia al cinghiale. Sul registro degli indagati è iscritto un cacciatore 19enne di Casanova Lonati, accusato di omicidio colposo. Dal suo fucile, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è partito il colpo che ha ucciso Sanelli. Dopo il riconoscimento del corpo della vittima da parte dei figli nella giornata di lunedì, ieri è stata eseguita l'autopsia all'Istituto di Medicina legale di Pavia, e, probabilmente questa mattina, il magistrato darà il nulla osta per il rilascio della salma. L'ipotesi è quella di celebrare i funerali venerdì, ma, al momento, nessuna decisione è stata presa. «La scomparsa di Sanelli è stato un duro colpo per tutto il paese – afferma il parroco di Redavalle e Santa Giuletta, don Francesco Favaretto, che ha appreso la notizia della tragedia domenica pomeriggio, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma -. Era un uomo molto buono e disponibile, come tutta la sua famiglia del resto». Sanelli era molto conosciuto nella zona. Originario della provincia di Pescara, dopo il trasferimento nel Nord Italia, infatti, aveva abitato prima a Santa Giuletta e, poi, dal 2003, si era stabilito a Redavalle, in un'abitazione in via Roma, proprio di fronte al circolo della caccia, sua grande passione. Da anni, inoltre, lavorava come operaio in una ditta di Casatisma. E proprio dai racconti degli amici, è emerso come Sanelli, domenica, non avesse intenzione di partecipare alla battuta di caccia: «Eravamo insieme venerdì sera e Luciano era restio ad andare a caccia nel fine settimana – ricorda Severino Montini, presidente del circolo cacciatori -. Poi alcuni amici lo hanno convinto. Però di certo lui non ha commesso imprudenze, essendo un cacciatore esperto, con più di 30 anni di licenza». La «grande famiglia» dei cacciatori della zona, ancora incredula per l'accaduto, sarà presente ai funerali di Sanelli, per dare l'ultimo saluto al loro compagno di tante avventure passate insieme. Oliviero Maggi