La Turchia: no a basi aeree per gli Usa

di Andrea Visconti wNEW YORK Silenzio imbarazzato da parte di Washington sulla questione delle basi aeree in Turchia per evitare di mettere in ulteriore difficoltà il governo di Ankara e costringerlo a fare passi indietro. Sembrava infatti ci fosse un accordo. La Turchia avrebbe autorizzato gli Usa e altri membri della coalizione anti Is a usare la base di Incirlik per far decollare i cacciabombardieri con cui destabilizzare le postazioni dell'Is. Sembrava una cosa fatta tanto che domenica il consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama era in tv a rilasciare dichiarazioni in merito. «Si tratta di un impegno nuovo da parte loro e qualcosa che accogliamo con grande piacere», aveva detto Susan Rice. Ma nel giro di breve è arrivato un dietrofront da parte del governo di Ankara. Intanto i miliziani curdi hanno messo a segno ieri una limitata controffensiva a Kobane, grazie anche ad almeno 5 raid dell'aviazione Usa, ma continuano a combattere strada per strada per impedire agli jihadisti di impadronirsi di questa città nel nord della Siria. Is che ieri ha fatto sapere che «è legittimo rapire, render schiave e dare in sposa a miliziani jihadisti presenti in Iraq e Siria donne degli infedeli». Viene legittimata così una prassi già diffusa nel nord-Iraq contro le donne yazide, denunciata da organizzazioni internazionali umanitarie e non condivisa dalla maggioranza dei giureconsulti musulmani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA