Sportello amianto nei piani regionali

di Donatella Zorzetto wBRONI Si chiama "Programma di riordino sanitario regionale», un progetto che la Regione sta definendo: lo sta ultimando la terza commissione sanità, e presto sarà portato all'esame del presidente della giunta. Un progetto che guarda anche agli ospedali di Broni e Stradella, e alle rispettive priorità, legate soprattutto al problema amianto. Nel programma, che ha recepito anche le proposte avanzate dall' Ordine dei medici, compreso quello di Pavia, e dai Comuni interessati, tra cui Broni, torna in auge l'apertura dello sportello amianto negli ospedali di Broni e Stradella. La proposta, inserita nel progetto sui piccoli ospedali studiato dal tavolo tecnico coordinato dall'Ordine dei medici di Pavia, a cui hanno preso parte medici ospedalieri, sindacati e sindaci dei paesi interessati, era stato presentato a suo tempo in Regione. Per il presidente dell'Ordine dei medici, Giovanni Belloni e il sindaco di Broni, Luigi Paroni, quel lavoro prevedeva una tappa importante del percorso che il Comune stava seguendo in tema di prevenzione e tutela contro l'amianto: l'apertura, appunto, di uno sportello che fornisca consulenza sanitaria e amministrativa a pazienti e familiari. L'ambulatorio, secondo le intenzioni, dovrebbe sorgere all'interno dell'ospedale. La necessità di una simile iniziativa la confermano i dati: nel 2013 sono state 2.028 le denunce di malattie derivanti dall'amianto inoltrate all'Asl di Pavia (1.974 in strutture private e 54 in strutture pubbliche); nei prossimi dieci anni è previsto un aumento esponenziale di casi, sino ad arrivare al 2024, con un incremento del 184%. Sono i dati che fotografano un'emergenza sempre più presente a Broni, dati esposti alla popolazione bronese dal dottor Tringali, medico del lavoro ed esperto in amianto. Un'emergenza che ha indotto il patronato Inca Cgil ad aprire, nel maggio scorso, uno sportello mirato, e gratuito, alla Camera del Lavoro di Broni, in via Cavour 25, sportello (aperto il martedì dalle 14.30 alle 18) dedicato a tutti coloro che si sentissero coinvolti in queste patologie. Le analisi condotte dai medici del lavoro parlano chiaro: la provincia di Pavia, e Broni in primo piano, è tra le più colpite dagli effetti mortali dell'amianto. «Si sono registrati 360 malati in undici anni, e il 49,5% è riconducibile a una sicura causa professionale – ha spiegato Tringali –. Se la media lombarda è di 5 malati ogni 100.000 abitanti, la media di Pavia è di 7,8 ogni 100.000 abitanti. Per le donne il rapporto è di 2 (lombarde) a 4 (pavesi). Il dato peggiore si registra ad Alessandria/Casale Monferrato, dove la percentuale è di 16 su 100.000 uomini e 13 su 100.000 donne». Allarmante è la previsione per i prossimi anni relativa al trend delle malattie da asbesto. Dal 2006 al 2011 il numero delle denunce in Italia è passato da 1.906 a 2.250 (118%); dal prossimo anno al 2025 si prevede un'impennata: da 2.980 a 3.520 casi (184,7%). «Nel piano presentato in Regione avevamo sottolineato la necessità dello sportello amianto negli ospedali di Broni e Stradella come priorità per la zona – conferma Belloni –. Attendiamo di vedere il programma regionale per verificare se la nostra proposta sia stata accolta».