Autunno Pavese punta a superare i 26mila visitatori

PAVIA Arriva in un momento non facile per l'economia provinciale l'inaugurazione del 62° Autunno Pavese. «La mia ultima inaugurazione qui a Palazzo esposizioni – ha detto Giacomo de Ghislanzoni, il cui incarico come presidente della Camera di Commercio sta per terminare. Eppure anche se l'economia pavese arranca e i tagli del governo colpiscono il sistema camerale, la rassegna enogastronomica che mette in mostra le eccellenze del territorio rilancia. E punta tutto sul gusto, con laboratori gratuiti per il pubblico e l'attenzione già rivolta a Expo 2015. «Abbiamo dieci espositori in più rispetto all'anno scorso – sottolinea de Ghislanzoni – E questo nonostante la nostra agricoltura, e in particolare il settore del riso e quello del vino, non stiano certo vivendo un periodo semplice». Ma l'Autunno pavese è la più importante manifestazione del settore. E nei prodotti tipici (e nel turismo che questi portano con sé) la provincia di Pavia può trovare nuova linfa. Basta infatti farsi un giro tra gli stand della mostra-mercato per vedere come in vetrina ci sia il meglio dell'agroalimentare pavese. Dal miele dell'Oltrepò al riso della Lomellina, dal salame di Varzi al vino delle colline: i visitatori possono trovare ogni specialità culinaria, da acquistare e cucinare poi a casa oppure da gustare sul posto. Una formula che l'anno scorso aveva funzionato: per la 61° edizione infatti gli ingressi a Palazzo esposizioni erano stati oltre 26mila. «Un numero che puntiamo a superare quest'anno – dice il presidente – Perché sono i risultati che contano. Pavia e il suo territorio hanno a disposizione una rassegna che può solo continuare a crescere». Intanto, alle 17, le porte vengono aperte anche al pubblico, che inizia a curiosare tra gli stand mischiandosi alle autorità intervenute all'inaugurazione. Uno spazio importante del corridoio centrale è dedicato infatti allo stand della Provincia di Pavia, che mette in mostra i suoi itinerari turistici. Poco più avanti c'è l'ingresso del ristorante: il menù propone risotto con bonarda e pasta di salame, oppure pizza alle cipolle rosse di Breme. E fino alle 23 si possono degustare salumi e formaggi. Sempre, ovviamente, Made in Pavia.