Expo, Pavia presenta il suo progetto

Quattro le fasi del progetto. La prima: "Un brand per il territorio»" prevede una strategia di comunicazione, produzione di video, brochure, piantine. La seconda: l'organizzazione di itinerari guidati della durata di un giorno con partenza da Milano con bus navetta. La terza: il padiglione del riso e delle tipicità pavesi. La quarta: il padiglione diffuso del vino che prevede anche la valorizzazione di percorsi delle vie storiche dell'Oltrepo. Sono previsti anche eventi speciali: una mostra itinerante sulle donne in agricoltura e mostre su Parco Visconteo, battaglia e zuppa alla pavese. di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Padiglioni a cielo aperto: riso e vino, garzaie e colline, chiese e castelli. Per Expo 2015 la provincia di Pavia investe sui suoi tesori ambientali ed enogastronomici. Un progetto del valore di un milione e 705mila euro, da dividere in tre fasi. La cabina di regia Provincia-Camera di Commercio (che guida 46 partecipanti tra enti, fondazioni, università e consorzi) ha partorito il progetto unitario, realizzato dopo aver analizzato e scremato oltre 30 proposte arrivate dal territorio nelle ultime settimane. Per la prima fase mette sul piatto 536.810 euro, altrettanti ne metterà la Regione. Ma l'obiettivo è riuscire a rinegoziare anche la restante somma mancante (350 euro circa dal territorio, altrettanti dal Pirellone) prima che Regione Lombardia metta nero su bianco con una delibera i singoli stanziamenti provincia per provincia. «Il Progettone, "Esperienze di riso e di vino nella terra dei Longobardi e dei Visconti" è stato depositato a mezzogiorno del 25 settembre – spiega il presidente della Camera di Commercio Giacomo De Ghislanzoni – . Entro il 10 ottobre la Regione dovrà verificare sul campo la bontà delle proposte. Una delegazione verrà anche a Pavia e noi siamo pronti ad accoglierla. Ma Expo ha già fatto un piccolo miracolo: per la prima volta ha messo d'accordo Pavese, Oltrepo e Lomellina, facendo superare i campanilismi storici». «Abbiamo vagliato con attenzione i progetti – spiega Bosone – Tutti validi ma ci siamo orientati principalmente su quelli che potessero creare le condizioni per durare le tempo. Expo deve essere un volano, uno strumento efficace per rilanciare la nostra economia, in particolare il turismo e l'agroalimentare». Settori su cui insieme all'Università sono già stato messi in cantiere focus specifici. «Nel frattempo abbiamo chiesto la convocazione urgente del tavolo tecnico sulla Certosa – spiega anche Daniele Bosone, presidente della Provincia – per capire quali iniziative si potranno concretamente mettere in sinergia e con quali orari di apertura del monumento». Il presidente del Pavia Calcio Xiaodong Zhu ha annunciato di recente di voler portare in un anno 100 mila turisti cinesi a Pavia. «Magari, ben vengano – spiegano dalla cabina di regia – ma noi puntiamo anche su un turismo italiano. Non su arrivi mordi e fuggi ma su presenze che vogliano conoscere riso e vino ma anche agriturismi e castelli». Nove proposte sono rimaste escluse perché presentate fuori termine. Due non sono valide, le altre sette invece potrebbero essere inserite in una seconda fase. «Ad esempio il progetto "Alla corte del riso" di Zerbolò, quello sulla Certosa e ancora quello su Longobardi e Visconti» spiega Bosone. Il 15 potrebbero essere rivalutati.