‘Errori umani, ci sono strade più pericolose'
PAVIA Nella sua carriera ha ricostruito quasi duemila incidenti, di cui 500 mortali. «E girando per l'Italia ho visto situazioni ben più pericolose e ingannevoli della tangenziale di Pavia», dice Mattia Sillo, ingegnere esperto di sicurezza stradale e consulente della magistratura. «E' vero, alcuni punti si potrebbero migliorare, perché tutto si può migliorare. E ci sono tratti di quella strada in cui è richiesta un'attenzione maggiore da parte dei conducenti», dice il tecnico, che lunedì ha depositato in Procura una consulenza sull'incidente in cui ha perso la vita Giulia Scolari, 22enne di Vellezzo Bellini scontratasi contro un'auto che procedeva contromano in tangenziale. «Ma questo accade su tutte le strade – sottolinea l'esperto – Nel complesso la mia opinione è che quella strada non sia così pericolosa. E che dobbiamo sempre considerare il fattore umano». La maggior parte degli incidenti, infatti, avviene per mancanza di attenzione, sostiene Sillo. Che non ritiene di dover bocciare su tutta la linea la tangenziale di Pavia. «Faccio questo lavoro dal 2003, e nella mia esperienza ho visto situazioni molto più critiche – racconta – come intralci visivi in corrispondenza di incroci, erba non tagliata, barriere costruite negli anni Sessanta e mai sostituite…». Anche sulla segnaletica orizzontale, molto criticata ieri dal presidente di Aci Pavia Marino Scabini, Sillo è di un parere diverso. «In quel punto ci sono circa 500 metri di doppia riga continua, che a 50 km all'ora (la velocità che si deve tenere in quel tratto di strada) si percorrono in 35 secondi circa – spiega il consulente della Procura di Pavia – Sempre in quel punto ci sono circa 120 metri di zebratura». Insomma, secondo il consulente della Procura di Pavia la segnaletica c'è. Ed è stata sufficiente per tutte le altre milioni di autovetture che sono transitate in quel punto in questi anni. «E' vero che il cartello di stop si trova solo alla sinistra della corsia vietata e non anche sullo spartitraffico, come previsto dal codice della strada – ammette l'ingegnere – Ma dobbiamo sempre ricordarci che dove c'è la doppia riga continua è come se ci fosse un muro. E che dove c'è la zebratura è come se ci fosse una voragine, quindi non si possono oltrepassare». Insomma, lì non va messa nemmeno una ruota. Ma allora perché da qualche tempo a questa parte gli episodi di automobilisti che imboccano la tangenziale contromano sembrano ripetersi? «Purtroppo alla guida le persone commettono errori. E se, come in questo caso, sbagliando si entra in tangenziale contromano le conseguenze possono essere ben più gravi rispetto ad altre situazioni». Ma questo, secondo l'esperto, non basta per dire che quella strada è pericolosa. Gabriele Conta