«Camper evitato, viva per miracolo»

La Lancia Y irriconoscibile dopo lo schianto. La bara bianca ricoperta di girasoli. Rimangono immagini dure dell'incidente in cui ha perso la vita Giulia Scolari, morta nell'aprile scorso dopo uno schianto contro un'altra auto che procedeva sulla tangenziale in senso contrario. Ma quello della 22enne di Vellezzo Bellini è solo l'episodio più grave tra quelli degli automobilisti che hanno imboccato quella strada in contromano. Il 23 settembre un'utilitaria proveniente da Certosa aveva sbagliato ingresso, provocando un incidente. All'inizio di settembre, invece, era stato un camper a prendere in senso contrario la tangenziale entrando in contatto con l'automobile di Maria Cardaci: fermato dopo tre km, il conducente era ubriaco. Alla fine di agosto una Fiat Uno era incappata nello stesso errore, ma gli agenti non erano riusciti a bloccarla. di Adriano Agatti wSAN MARTINO «Non riesco a levarmi dalla mente le luci dei fari di quel camper che mi è arrivato addosso contromano sulla tangenziale. Sono viva per miracolo». Maria Cardaci, una donna di 73 anni, parla gesticolando vicino alla sua Panda rossa ancora piena di graffi provocati dal camper pirata. Uno scontro frontale evitato di un soffio ma un ricordo che le toglie ancora il sonno nonostante siano trascorsi alcuni giorni. «Sono viva grazie alla Madonna - continua il racconto della donna - la sera prima dell'incidente ero andata ad accendere una candela nella chiesa della Madonna delle stelle in Borgo. Questo mi ha salvato, ne sono certa». Il camper pirata aveva percorso l'intera tangenziale ovest contromano. Era entrato da Certosa ed era uscito a San Martino. Non c'è scappato il morto solo per miracolo. Gli agenti della squadra volante lo avevano fermato al rondò di Cava, già sulla ex statale 35, e l'esame dell'etilometro gli aveva riscontrato un presenza alcolica nel sangue tre volte superiore a quello consentito dal codice della strada. All'uomo, un 50 enne di Milano, era stata ritirata la patente. La vicenda era avvenuta qualche giorno fa. «Sono uscita di casa poco prima delle sei – racconta Maria Cardaci che abita alla frazione Santa Croce - perchè dovevo andare a pavia ad aiutare mia figlia. Ho imboccato la tangenziale al rondò del Bennet e ho proseguito a bassa velocità. Ho superato il sottopasso della ferrovia quando mi sono trovata di fronte due fari. Era ancora buio ma ho visto distintamente quelle luci che mi venivano addosso. Ricordo i particolari come se fosse successo qualche minuto fa. Ho sterzato velocemente e mi sono gettata dalla parte opposta della carreggiata. Così sono riuscita a non essere travolto. Ma quel camper mi ha toccato la fiancata sinistra dell'auto, mi ha strappato lo specchietto retrovisore che non ho più ritrovato. E mi sono ritrovata anche con parabrezza rotto sempre dalla mia parte. Il conducente di quel mezzo ha proseguito la corsa per la sua strada verso San Martino naturalmente contromano. Posso dire che procedeva a zig-zag sulla carreggiata». Maria Cardaci si è fermata sulla destra. La donna era spaventatissima e non riusciva a capire cosa le era successo. «Nessuno si è fermato ad aiutarmi – continua il racconto della donna – e non sapevo cosa fare. Ho impugnato il telefono cellulare ma per lo spavento non riuscivo a schiacciare i tasti dei numeri. Sono rimasta seduta per venti minuti al posto di guida senza capire cosa mi stava succedendo. Posso veramente dire di aver visto la morte in faccia. Mi sono ripresa molto lentamente, ho rimesso in modo la mia Panda e ho ripreso la marcia con le gambe che tremavano. Sono uscita dalla tangenziale e mia figlia mi ha accompagnato al comando vigili di San Martino». Maria Cardaci ha poi sporto denuncia negli uffici della polizia stradale di Milano ovest competente per la tangenziale di Pavia.