Consulta, la soluzione dei tecnici

ROMA Archiviata la "pratica" Csm, con l'elezione degli otto componenti laici, le forze politiche puntano ora i riflettori sui due giudici da mandare alla Corte costituzionale in vista della convocazione del Parlamento in seduta comune del 30 settembre. Al momento, le candidature restano quelle di Luciano Violante e di Donato Bruno, ma si attende che quest'ultimo, nel frattempo, chiarisca la sua posizione sulla vicenda di Isernia. L'avvocato forzista, infatti, sarebbe indagato per una consulenza di 2,5 milioni di euro nel fallimento dell'ex colosso tessile Ittierre, ma lui non ha dubbi sul fatto che tutto alla fine si risolverà per il meglio. «Io sono sereno e vado avanti - dice - ho dato mandato all'avvocato Coppi di tutelare e di rappresentarmi nella vicenda di Isernia. I partiti stanno comunque mettendo a punto un piano B. I Dem sostengono ancora la candidatura di Violante: «È una delle poche in grado di raccogliere il maggior numero di consensi nel partito». E che non sarebbe giusto «venisse travolta da una vicenda giudiziaria che riguardi solo Bruno». Ma non si esclude che alla fine si possa arrivare a giocare anche la carta dei tecnici. Tra i nomi in quota Pd si mormora di Massimo Luciani e Stefano Ceccanti, docenti di diritto alla Sapienza, e del costituzionalista Augusto Barbera. In Forza Italia uno dei papabili potrebbe essere l'avvocato Maurizio Paniz, sul quale potrebbe convergere anche la Lega. Oppure, c'è chi scommette anche su Giovanni Guzzetta, docente a Tor Vergata. L'ipotesi-tecnici piacerebbe anche al M5S che avanza la candidatura di Michele Ainis.