«Risicoltura italiana in pericolo»

MORTARA Le Camere di Commercio del triangolo risicolo Pavia-Vercelli-Novara sostengono le rivendicazioni del comparto contro le importazioni di riso dai Paesi meno avanzati (Pma), fra cui la Cambogia e il Myanmar (ex Birmania). L'import di prodotto, che Bruxelles ha liberalizzato nel 2009, è passato dalle 10mila tonnellate della campagna 2008-2009 alle 190mila tonnellate di quella 2012-2013. Il volume della campagna in corso si attesta intorno alle 300mila tonnellate di riso lavorato. Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, Claudio Gherzi e Francesco Del Boca, presidenti delle tre Camere di commercio, hanno firmato un documento congiunto. «Questo flusso di importazione fuori controllo potrà causare la scomparsa della coltivazione di varietà Indica di tipo lungo B – scrivono – Varietà che potrà essere solo parzialmente riconvertita alla coltivazione di varietà di tipo Japonica, cioè tondo, medio e Lungo A, causando una conseguente eccedenza di questo comparto cui seguirebbe il crollo della loro rimuneratività». Anche i prezzi di mercato dei risi Indica testimoniano la situazione di sofferenza di questo comparto, che subisce la concorrenza del riso lavorato importato, in particolare da Cambogia e Myanmar. «Spiace constatare che, finora, la Commissione europea ha minimizzato procurando, in Italia, motivate preoccupazioni – scrivono le tre Camere – Noi esprimiamo la più ferma solidarietà alla filiera risicola italiana». (u.d.a.)