A 217 all'ora con un Dodge alimentato ad alghe
Pensare al gasolio come un carburante poco adatto alle performance elevate è ormai anacronistico, visto che anche nelle competizioni sportive da tempo sa farsi valere. C'è anche chi, tuttavia, pur non partecipando a gare ufficiali, ha dimostrato che il diesel sa "spingere", e parecchio. Sono i ricercatori della Utah State University e dell'istituto Utu Michael Morgan, che si sono concentrati in particolare su quello pulito: il cosiddetto biodiesel, ottenuto al 20 per cento da una miscela (B20, l'hanno chiamata) di alghe marine e semi di cartamo. Per dimostrarne l'efficacia, hanno riempito con la B20 il serbatoio di un vecchio pick up a trazione anteriore degli anni ottanta, il Dodge Rampage, per l'occasione equipaggiato con un 1.5 turbo a gasolio della Volkswagen, che è stato spinto fino alla velocità di 217 chilometri orari sulla pista rettilinea di Bonneville Salt Flats, nello Utah. In realtà, è un vero e proprio record (anche se non esiste una categoria ufficiale di questi veicoli): si tratta del nuovo primato mondiale per auto alimentate da un carburante di tipo biodiesel, superiore di 48 km orari a quello stabilito in precedenza. La prestazione vincente è stata ottenuta anche grazie all'opera del pilota Steve Mendez, il quale ha scelto appositamente un Rampage originale (uno dei pochi ancora in circolazione negli Stati Uniti), per realizzare l'impresa. Impresa che, tuttavia, è strettamente legata al carburante speciale di cui sopra: finora sono stati spesi milioni di dollari in ricerca per riuscire a creare un combustibile rinnovabile, utilizzando come materia prima le alghe. La Marina militare americana, la Us Navy, ha utilizzato una miscela simile per alimentare una piccola flotta di aeromobili, mentre i biocarburanti ecologici in generale si stanno facendo strada come tendenza virtuosa in ambienti circoscritti come quelli universitari, o delle competizioni motoristiche. A questo punto, la domanda è se una soluzione del genere troverà mai una larga diffusione commerciale. Almeno per ora è da escludere, perché i costi sono troppo alti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA