Riso, raccolta in ritardo La minaccia del brusone

Partirà in ottobre il progetto di valorizzazione della riserva naturale "Boschetto di Scaldasole", classificato come Sito di importanza comunitaria (Sic). Gli interventi di valorizzazione rientrano nelle opere di compensazione e mitigazione ambientale comprese nel nuovo impianto Eni slurry technology (Est) realizzato a Ferrera. Il progetto, finanziato dall'Eni in convenzione con il Comune di Scaldasole, è stato redatto dallo studio Meucci di Milano con la supervisione scientifica del prof. Francesco Sartori dell'Università di Pavia. GARLASCO Raccolto in ritardo di 15 giorni e incertezza sulle rese. Lunedì la maggior parte dei risicoltori lomellini dovrebbe iniziare a tagliare, ma solo entrando in campo si capiranno le reali condizioni del raccolto. Secondo le prime valutazioni dei tecnici dell'Ente nazionale risi, le basse temperature e lo sviluppo del brusone, la malattia più pericolosa per il riso, potranno aver effetti più o meno marcati sulla resa a ettaro a seconda del periodo di semina. «Le prime stime parlavano di un calo delle rese che potrebbe sfiorare il 15% circa, ma le cifre potrebbero essere migliorate dal clima favorevole di quest'ultimo periodo – spiega Claudio Molteni, responsabile del progetto Filiera italiana riso di Coldiretti – Di certo, però, i costi di produzione sono aumentati anche a causa delle continue piogge che hanno caratterizzato il periodo estivo». Durante l'estate i produttori hanno dovuto eseguire più passaggi su alcune varietà di riso da interno, come Carnaroli, Baldo e Arborio, per contenere le erbe infestanti, la cui crescita è stata favorita dall'umidità. «Le temperature inferiori alla media registrate in agosto hanno provocato molti problemi – spiega Edoardo Andrea Negri, risicoltore di Gambarana – Alcune varietà tardive non sono quasi spigate, altre invece devono ancora portare a termine il normale ciclo vegetativo». Malgrado queste incognite, l'Ente nazionale risi non appare pessimista. «Questa campagna, se gestita in modo intelligente dalla filiera, non riserverà sgradite sorprese – commenta Carrà – Certo, avremo le solite incognite, come le importazioni e l'andamento del dollaro, con cui però dovremo imparare a convivere in futuro». E sul piatto c'è ancora la richiesta dell'applicazione della clausola di salvaguardia avanzata dall'Italia per contrastare l'importazione di riso Indica (Lungo B) a dazio zero dalla Cambogia. Solo in ottobre la Commissione europea deciderà se accettarla. In caso di esito positivo, la Commissione potrà prendersi fino a un anno di tempo per valutare se esistono gli estremi per il ripristino dei dazi. Intanto, i risicoltori sono in sofferenza a causa del crollo dei prezzi all'ingrosso del Lungo B. Il prezzo del risone Thaibonnet è sceso a 21 euro al quintale, circa un terzo in meno rispetto allo scorso anno e ai minimi da maggio 2010. Per Agrinsieme (Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane) «se si permetterà alla Cambogia di continuare a esportare riso a dazio zero nell'Unione europea, sarà la fine non solo della risicoltura italiana, la più importante in Europa, ma di quella comunitaria». Umberto De Agostino