Morì con gemelline, via alla perizia
PAVIA La loro perizia porta indietro le lancette del processo e lo fa ricominciare daccapo. Ieri è stato il giorno dell'incontro dei consulenti che dovranno mettere nero su bianco le loro valutazioni sul caso di Imane Quaous, morta all'età di 26 anni, nel gennaio del 2010, al San Matteo con le due gemelline che portava in grembo. Per quel dramma, il processo di primo grado a carico di dieci medici si era chiuso con due sole condanne. In appello, invece, il procuratore generale aveva chiesto di riconoscere la responsabilità per tutti i medici. Per valutare le eventuali colpe, i giudici hanno deciso di disporre una perizia super partes. Le conclusioni, a cui i giudici dovranno vincolare il proprio verdetto, saranno esaminate nell'udienza già fissata per il 21 ottobre. La condanna in primo grado era arrivata solo per i neurologi del Mondino Maurizia Maurelli (3 mesi) e Cristina Cavalletti (6 mesi), ma il procuratore generale aveva chiesto in appello la condanna anche per gli otorini del San Matteo Elina Matti e Antonio Occhini, che erano stati interpellati nel tentativo di dare una risposta ai sintomi di nausea e vomito che presentava la paziente. Sintomi che avevano fatto pensare, all'inizio degli accertamenti, a una neurite vestibolare, mentre la donna, come confermò l'autopsia, aveva un tumore al cervello. Una patologia, quindi, secondo l'accusa non diagnosticata. La donna, secondo la ricostruzione della procura, era stata portata in sala parto quando era ormai troppo tardi. Per questo, il procuratore generale aveva chiesto la condanna anche per i sei ginecologi del San Matteo assolti in primo grado, ma solo per il risarcimento, come chiesto dalla parte civile (il vedovo Ibrahim Et Tori e il figlio, rappresentati dall'avvocato Gianfranco Ercolani). Ma la richiesta per il direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Matteo Arsenio Spinillo e i medici Luciana Babilonti, Fausta Beneventi, Francesca Perotti, Laura Montanari e Giorgia Gaia potrebbe ancora essere messa in discussione dalla perizia. (m. fio.)