Alleanze e conti in rosso le spine del Cavaliere

di Gabriele Rizzardi wROMA «Alleanze ovunque o niente». Alla vigilia di una nuova tornata elettorale, entro la primavera del 2015 si voterà in 9 Regioni, e in un momento di grande "gelo" tra Berlusconi e Alfano, sul tavolo di Forza Italia irrompe il dossier delle alleanze. «L'accordo o si fa dappertutto oppure è difficile che si possa realizzare. Non facciamo accordi a macchia di leopardo» scandisce Altero Matteoli al termine di una riunione con Verdini e Toti, Brunetta e Romani. L'obiettivo è raggiungere un accordo nazionale con i vecchi colleghi di coalizione ma dal Nuovo centrodestra , dalla Lega e da Fratelli d'Italia arrivano segnali contrastanti. Nel partito di Angelino Alfano sono in parecchi a tifare per un accordo con il Pd, a cominciare da Gaetano Quagliariello, mentre in Forza Italia Raffaele Fitto punta a coinvolgere Fdi e Ncd attraverso le primarie, che il Cavaliere non vuole. Il vero nodo in realtà resta il grande gelo tra Berlusconi e Alfano. Ma in Forza Italia sono pronti a scommettere che tra i due, prima o poi, scoppierà la pace. Quel che pare certo è che, per ora, il Cavaliere osserva con una certa diffidenza i preparativi per un nuovo matrimonio. I pontieri, comunque, sono al lavoro. «La mia convinzione è che le differenze che ci sono nel centrodestra siano inferiori a quelle delle tante anime del Pd» spiega Renato Brunetta. «Ci auguriamo che prevalga nei nostri alleati la ragionevolezza. Le elezioni regionali sono un fine per vincere sul territorio, ma sono anche la premessa per ricostruire l'alleanza di centrodestra» aggiunge Giovanni Toti, che ammette le difficoltà («Lega e Ncd sono su posizioni diverse») e promette di lavorare per «portare a sintesi» tutte le posizioni delle forze del centrodestra. Per facilitare il percorso, il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, mette sul piatto anche la disponibilità ad intervenire sulla legge elettorale: «Ci faremo carico dei problemi degli altri partiti del centrodestra, anche per quel che riguarda l'Italicum». Ma a preoccupare Berlusconi è anche e soprattutto lo stato di salute di Forza Italia. I conti del partito sono in rosso, non ci sono i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti e molti parlamentari non sono in regola con i contributi al partito. Il tesoriere unico, Maria Rosaria Rossi, ha convocato ieri una riunione nella sede di San Lorenzo in Lucina per trovare una soluzione alle dissestate casse azzurre e per evitare nuovi tagli, a cominciare dal personale. Si troverà una soluzione? Nelle casse del partito mancherebbero circa quindici milioni di euro e Berlusconi, questa volta, non vuole mettere un soldo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA