Una carriera tra flop e successi
di Cristiano Marcacci Non è stato solo quello dei 14 titoli mondiali e dei 118 Gran premi vinti, a cui devono essere aggiunti i 5 campionati iridati conquistati da Maranello quando Enzo Ferrari gli affidò la direzione sportiva negli anni '70, il periodo d'oro del forte sodalizio con Niki Lauda. Da presidente, poi, conobbe i fasti dell'indimenticabile cinquina di Michael Schumacher e dello squillo di Kimi Raikkonen. Luca Cordero di Montezemolo è stato anche altro. Una lunga parentesi l'ha vissuta in ambito calcistico. Dopo una fase non proprio fortunata alla cabina di regia del gruppo Itedi, che controllava "La Stampa" e le altre attività editoriali sotto l'egida della Fiat, l'ormai ex presidente Ferrari si volle ritagliare un posto sotto i riflettori come manager alla guida del comitato organizzatore dei Mondiali di Italia '90. Fu bravo a non rimanere invischiato nei successivi scandali sugli appalti e nella palude di tangentopoli, tant'è che non fu nemmeno mai indagato e interrogato dai magistrati. Il calcio gli piacque e si riavvicinò ben presto alla galassia Fiat, ottenendo un incarico di primissimo piano, la presidenza della Juventus. Ma fu un flop memorabile, che i tifosi bianconeri hanno bene impresso nella loro mente. Nel suo unico anno alla guida della società torinese Montezemolo portò infatti all'ombra della Mole l'allenatore Gigi Maifredi e con lui in panchina la Juventus ottenne una delle più brutte figure della storia, terminando il campionato di serie A al settimo posto e rimanendo conseguentemente fuori dall'Europa. Quello del rappresentante di champagne (prima di lanciarsi nel pallone Maifredi lavorava infatti per la Veuve Clicquot), fu un autentico fallimento sportivo e questo decretò la fine dell'esperienza in bianconero di Montezemolo, la cui presidenza finì in quel periodo anche al centro di un grosso scandalo per il trasferimento di quattro miliardi attraverso fondi neri per l'acquisto dell'allora gioiellino del calcio italiano Dino Baggio. «Se Montezemolo è diventato il Montezemolo che conosciamo oggi è perché ogni suo infortunio è stato ricoperto da uno spesso strato di vernice rosso Ferrari», scrisse Vittorio Feltri sul suo ritorno in Formula Uno da presidente e amministratore. Anni e anni di vittorie in piste che Montezemolo festeggiò ottenendo anche la presidenza della Fiat e quella della Confindustria: un caso quasi unico di un dirigente non imprenditore eletto a capo degli industriali italiani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA