Obama: distruggeremo i barbari dell'Is
di Andrea Visconti wNEW YORK L'Is è un'organizzazione con una visione "barbara e priva di significato" e la decapitazione di Steven Sotloff ne è la dimostrazione. Lo ha detto Barack Obama ieri parlando in Estonia. Il presidente americano era a Tallinn per un incontro con i leader dei Paesi baltici. Ma in conferenza stampa anziché parlare della reazione di Usa e Europa alle provocazioni della Russia in Ucraina si è concentrato sulla grave situazione in Siria e Iraq alla luce della seconda brutale esecuzione di un cittadino americano. Con l'aggravarsi della situazione gli Stati Uniti hanno inviato altri 350 militari americani in Iraq, con compiti di difesa dell'ambasciata Usa a Baghdad. La decisione è stata presa dalla Casa Bianca su richiesta del Pentagono ma le truppe non saranno lì con funzioni di combattimento, bensì esclusivamente per garantire la sicurezza del personale diplomatico. La maggior parte degli uomini in divisa appartengono all'esercito e al corpo dei Marines che si trovano attualmente a bordo di una portaerei nel golfo Persico. Con questi rinforzi il personale militare Usa a Baghdad è di 820 persone e complessivamente in Iraq sono più di 1.200 i soldati americani. «Il nostro obiettivo è chiarissimo: azzoppare l'Is e distruggerlo, cosicché non costituisca più un pericolo non soltanto per l'Iraq ma per l'intera regione e per gli Stati Uniti», ha affermato il leader americano cercando di correggere l'impressione che aveva dato alcuni giorni fa, quando agli analisti era sembrato che gli Stati Uniti non avessero una chiara e reale strategia nella regione. Intanto continuano i bombardamenti dei caccia americani che lunedì notte hanno condotto missioni nel nord dell'Iraq, distruggendo in particolare sedici veicoli armati dell'Is vicino alla diga di Mosul. I commenti di Obama sono venuti appena prima di apprendere che Sotloff aveva doppia cittadinanza americana e israeliana. Ma durante tutto il periodo durante il quale è rimasto ostaggio dei fondamentalisti dell'Is ha tenuto nascosto di essere ebreo, un accorgimento che purtroppo non è bastato per salvare la vita al coraggioso giornalista free lance appassionato di Islam. «Il mondo intero è disgustato ma non ci lasceremo intimidire», ha detto il capo della Casa Bianca promettendo di vendicare l'uccisione del trentunenne Sotloff, mostrata in video dall'Is due settimane dopo l'esecuzione del fotoreporter Jim Foley. «Quelli che commettono l'errore di fare del male agli americani impareranno che non ce ne dimenticheremo, il nostro raggio d'azione è ampio e giustizia sarà fatta». Il presidente Usa ha detto che il governo di Washington assumerà una posizione leader di una coalizione regionale, e di una internazionale, allo scopo di contenere il pericolo costituito dai fondamentalisti dello Stato Islamico. Ma Obama non ha parlato di eliminare del tutto questa organizzazione. Anzi, ha sottolineato come sia impossibile spazzarla via per sempre. «Come abbiamo visto con al Qaeda ci sono sempre delle fazioni che possono provocare distruzione. Dobbiamo azzoppare l'Is per arrivare al punto che diventi un problema che si può contenere». Il leader americano ha ricordato che questo obiettivo non può essere raggiunto nel giro di breve. «Non è una strategia che possa dare risultati in una settimana o un mese, o neppure sei mesi», ha avvertito Obama sottolineando però che la brutalità delle azioni dell'Is non fa altro che rendere ancora più uniti gli Usa nella loro determinazione a combattere il terrorismo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA