La passione per i coltelli ha scatenato l'assassino

ROMA La lite furibonda tra Federico Lionelli e Oksana Martseniuk, finita con la decapitazione della donna a colpi di mannaia e la morte dell'uomo ad opera degli agenti, è iniziata fuori dalla villetta immersa nel verde dell'Eur, in una zona bene di Roma. Non un tentativo di violenza sessuale dunque, avrebbe innescato la furia del biondo 35enne, palestrato, pieno di tatuaggi, figlio di un ex colonnello della finanza, e con la passione per le armi, i coltelli e l'abbigliamento militare. Ecco, forse proprio la fissazione per le lame potrebbe essere, secondo gli inquirenti, il possibile movente. La colf ucraina di 38 anni aveva paura di quell'uomo che da due mesi il suo datore di lavoro, Giovanni Ciallella,e proprietario di casa, ospitava, perché maneggiava continuamente coltelli da caccia e da pesca, tanto che al suo capo aveva chiesto come «doveva comportarsi con quell'ospite». Ma non si sentiva sicura al punto da aver avvisato Cialella con un sms proprio il giorno prima del delitto, avvenuto domenica mattina. «Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, non avevo sospetti su di lui quando l'ho ospitato e lasciato da solo in casa mia» ha detto agli investigatori il proprietario della villa aggiungendo che dopo il messaggio in cui la domestica gli riferiva della fissa di Lionelli per i coltelli, stava pensando di mandarlo via al suo rientro in città. Un paio d'anni prima Cialella aveva conosciuto Lionelli nella società informatica in cui il padrone della villa è consigliere d'amministrazione. E sapendo della sua depressione e dei suoi rapporti difficili con la famiglia d'origine, ha deciso di ospitarlo. Lionelli circa due anni fa ha perso la sua compagna storica: stavano insieme da 17 anni e vivevano a Madeira, in Portogallo. Dopo la tragedia il rientro in Italia, a casa della madre. Proprio l'ennesimo litigio con la madre lo aveva portato alla villetta di via Birmania. Ora sarà l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, a stabilire cosa è successo l'altro ieri. Da approfondire, anche tramite testimonianze, se Lionelli avesse problemi psichici, specie dopo la morte della compagna. Al vaglio degli investigatori ci sono i tabulati telefonici di entrambi per far luce sui loro ultimi contatti e ricostruire il movente. Mentre sulla ricostruzione della mattanza, Oksana viene prima accoltellata e poi decapitata, ma le tracce e gli schizzi del suo sangue iniziano all'ingresso della taverna e finiscono giù nello scantinato, dovrebbe fare chiarezza l'esame dei filmati delle telecamere presenti intorno alla villetta. Le indagini della mobile dovranno anche chiarire la dinamica della morte di Lionelli. Secondo la questura di Roma, gli agenti sono «stati costretti ad esplodere colpi d'arma da fuoco nei confronti dell'uomo per difendersi dai fendenti a loro indirizzati». Oggi saranno effettuate le autopsie sui corpi di omicida e vittima. Intanto l'Associazione badanti si costituirà parte civile «perché riteniamo giusto che la famiglia dell'assassino paghi le spese del funerale e provveda al mantenimento dei familiari della vittima».