«Per i malati la speranza è vita»
PAVIA «La Sla è una malattia devastante, ma non ti toglie la voglia di vivere. La ricerca è lanostra unica speranza e per noi malati la speranza è vita». Con queste parole Mario Melazzini, assessore regionale lombardo alle Attività produttive, ricerca e innovazione, medico e malato di sclerosi laterale amiotrofica, si è sottoposto oggi alla doccia ghiacciata per raccogliere fondi contro la Sla. Melazzini aveva comunicato l'altro ieri l'intenzione di aderire all'IceBucket challenge promossa dalla Als association Usa per raccogliere fondi per l'assistenza ai malati di Sla e alle loro famiglie e oggi ha mantenuto la sua promessa, registrando un video a testimonianza del gesto. «Donate – è l'invito dell'assessore-paziente, che è anche presidente di AriSla Fondazione italiana di ricerca per la Sla – Questa non è una sfida ma è un gioco di squadra. La squadra che scelgo di nominare sono il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Stefania Giannini, e ilpresidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi». Il ministro Lorenzin ha aderito all'iniziativa, mentre il numero uno dell'associazione imprese del farmaco ha appena annunciatol'intenzione di farlo. «Questa è una grande sfida - continua Melazzini - ma è una sfida con una squadra vincente. La ricerca ha bisogno di risorse e quindi forza, donate Perché come dico - conclude l'assessore prima di ricevere il gavettone solidale - squadra bagnata squadra fortunata». Nel frattempo contro l'#IcebucketChallenge ormai diventato virale sul web con testimonial super Vip, da Lady Gaga ai Bill Gates, passando per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, si scatena la polemica: per il Comitato 16 Novembre, ciliare per aiutarci davvero». ete informale di persone, malati di Sla, familiari e amici nato al presidio del 2010 davanti al Ministero, è «una buffonata» che, nel rispetto dei malati devastati dal dolore, si poteva evitare. «Si faccia una catena umana di assistenza domiciliare per aiutarci davvero». Ma in Italia qualcuno ha scelto di donare anche a loro.