Mutui, record a Mortara e Sannazzaro

MORTARA I principali centri della Lomellina dagli anni Ottanta a oggi hanno chiesto prestiti, tramite mutui da rimborsare, per oltre 83 milioni di euro, ma con una netta flessione negli ultimi anni (ad esempio nel 2013 solo Robbio ha acceso un mutuo da poche migliaia di euro). Soldi usati per realizzare in passato infrastrutture e opere pubbliche di ogni genere, ma che gravano oggi sui conti comunali. «L'indebitamento dei Comuni è sicuramente una delle cause per cui non si possono abbassare le tasse locali – spiega il vicesindaco ed assessore al nilancio di Mortara, Fabio Farina (Lega Nord) – Penso, ad esempio, all'addizionale comunale sui redditi di pensionati e lavoratori. Con questi soldi, in passato, si sono realizzate opere che adesso sono al servizio della comunità come scuole e palestre, però sono soldi che vanno restituiti. La nuova politica, che anche noi a Mortara condividiamo, è quella di spendere ciò che si ha senza accumulare altri debiti: non si possono programmare opere mastodontiche, ma in questo modo potrebbero scendere le tasse in futuro». Una zavorra, quella dei debiti per i mutui, che durerà ancora a lungo. Il primo municipio a finire di pagare, salvo che non contragga nuovi mutui nel frattempo, sarà Vigevano (che nel 2012 ha estinto in anticipo mutui per 4 milioni di euro), con una scadenza prevista nel 2020. Chi terminerà per ultima, con la situazione attuale dell'indebitamento, sarà Mortara che finirà solo nel 2032. In mezzo, nel 2024, toccherà a Robbio la chiusura dei debiti, nel 2026 a Gambolò, nel 2028 a Cilavegna e Cassolnovo, nel 2029 a Sannazzaro, nel 2030 a Mede, Garlasco e Gropello e nel 2031 a Dorno. Le rate sono già state pagate in parte nel corso degli anni (il totale dei mutui indica quindi le cifre iniziali erogate), ma la somme restante ha un peso ancora rilevante sui bilanci comunali. Il caso record, in rapporto alla popolazione, è quello di Sannazzaro. Il Comune ha aperto 67 mutui (alcuni in scadenza a fine anno) per un conto totale di quasi 925mila euro all'anno in bilancio, 167 euro a cittadino: «E' quasi il 10% del nostro bilancio, ma è un dato che dal 2011, quando ci siamo insediati, è calato: prima la quota annua era di oltre un milione di euro – spiega il vicesindaco Pierangelo Fazzini (Partito Democratico) – Quando lasceremo nel 2016 ci resteranno da pagare ancora 5 milioni e mezzo di euro di debito, ora siamo a poco più di 7 milioni. E' vero che questi soldi sono una zavorra per i cittadini, però a Sannazzaro abbiamo una situazione particolare. In passato sono stati effettuati investimenti per la rete del gas, che di fatto è municipalizzata, e per le acquisizioni di immobili come quello per le sedi delle associazioni che sono a disposizione della comunità. E poi abbiamo tasse locali basse per via delle entrate dalla raffineria Eni». Ma come sono stati usati questi soldi, negli anni scorsi prestati per lo più dalla "Cassa depositi e prestiti" ente finanziario statale che presta denaro ad altri enti pubblici? A Vigevano, sono stati spesi per la quota comunale dei lavori per il nuovo palasport (in comproprietà con la Provincia), a Garlasco per la nuova palestra delle scuole elementari, a Robbio nel 2013 per pagare anche spese ordinarie per assenza di liquidità, a Mortara per costruire le nuove scuole nello scorso decennio. Sandro Barberis