Piano Draghi, c'è il no della Bundesbank

Le vacanze italiane di Mario Draghi rischiano di essere offuscate da un rompicapo. Bombardata dalle cattive notizie sull'economia dei Diciotto, la sua Bce rischia di trovarsi presto con l'acquisto massicci di bond come unica opzione per scongiurare uno scenario giapponese. Ma allo stesso tempo la banca centrale è bloccata e potrebbe scegliere la prudenza per l'opposizione della Bundesbank. Opposizione che più che sui rischi inflazionistici punta sempre più su un'altra argomentazione: e cioè che l'acquisto di titoli di Stato toglierebbe le castagne dal fuoco ai governi, rimuovendo un incentivo fondamentale, la pressione dei mercati, per fare riforme strutturali che continuano ad essere rinviate e consolidare bilanci pubblici che continuano a peggiorare. Lo ricordava ieri sul Financial Times l'ex governatore della banca centrale svizzera Philipp Hildebrand: «Italia e Francia sono messe talmente male che nessun piano di quantitative easing riuscirebbe a farle crescere». E, aggiunge l'attuale numero due di Blackrock, l'acquisto di bond creerebbe una nuova bolla, questa volta sui titoli di Stato, «dando a quei governi riluttanti a fare le riforme una facile via d'uscita».