Grillo: non arriveranno a Natale

ROMA Questo premier e il suo governo non arriveranno a «mangiare il panettone». È senza appello la previsione che fa il Movimento di Beppe Grillo che dal suo blog torna a lanciare l'allarme: di questo passo arriverà a breve il commissariamento della Troika. Ed è solo questione di giorni visto che, scrive il giurista del M5S Aldo Giannuli, in Italia «le cose serie si decidono a ferragosto. Poi, al rientro, gli italiani trovano il piatto cotto in tavola». Grillo dal suo blog detta ai cinque stelle la linea dura: nessuno sconto a Renzi, nessun accenno di apertura. Il leader cinque stelle vede una situazione economica «drammatica» che si intreccia con la notizia del colloquio del premier con il governatore della Bce e con quella della lettera di inizio estate della Commissione europea in cui si bacchetta l'Italia sulla strategia di spesa dei fondi europei. «La strategia e i piani di Renzi e Padoan vengono letteralmente demoliti» afferma il blog: «La politica di Renzi non convince Bruxelles. Gli annunci, gli spot e le battute non portano da nessuna parte. L'Europa se n'è accorta. Renzi e il suo governo rischiano grosso. E con loro tutti i cittadini italiani». Sempre sul blog Giannuli sostiene che si moltiplicano i segnali di «preannuncio di licenziamento» verso il premier in carica. «Da giugno si sono infittiti i segni di una crescente insofferenza dei poteri forti e semiforti verso Renzi», da Scalfari a Della Valle, da Confindustria a Confcommercio, da Cottarelli fino alla «bacchettata di Draghi». «È stato come se il travolgente successo alle europee, non solo non consacrasse la leadership di Renzi, ma quasi la indebolisse: arginato il M5S, Renzi non serve più» si legge sul blog. Quanto al premier, «Renzi pensava di affascinare l'Europa con la sua riforma del Senato: non se l'è bevuta nessuno». Poi, tanto per "rovinare" la passerella al premier nel giorno della sua visita milanese all'Expo, sempre sul blog appare un duro j'accuse: «Guai a parlare di corruzione e di 'ndrangheta. Per Renzi questa lotta non è mai prioritaria». E, ciliegina sulla torta, la questione sull'articolo 18. Il M5s, non vuole abolire la dibattuta norma dello Statuto. Vuole invece ripristinare le tutele abolite dalla riforma Fornero.