Ebola, Oms valuta uso farmaci sperimentali
ROMA Il numero di casi continua a crescere, e ormai sfiora quota mille. Il tentativo di arginare l'epidemia di Ebola, dunque, ha sempre più bisogno di misure straordinarie. Mentre gli esperti dell'Oms le stanno valutando a Ginevra si registrano il primo morto in Arabia Saudita e il secondo in Nigeria, oltre al primo contagiato europeo, riportato in Spagna. In aiuto delle misure di prevenzione, che non stanno dando i risultati sperati, potrebbero arrivare i trattamenti sperimentali ora chiusi nei cassetti, di cui l'agenzia valuterà l'uso dalla prossima settimana. L'ultimo bollettino dell'Organizzazione mondiale della sanità parla di 932 morti per il virus mentre sono 1.711 i casi accertati in quattro paesi africani, Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria. E ora in Nigeria, dove Ebola è arrivato a causa di un viaggiatore liberiano che si è sentito male in aereo, è morta una delle infermiere che aveva prestato soccorso al paziente 1, Patrich Sawyer. «Sono venti gli operatori sanitari morti per l'epidemia - sottolinea Giuseppe Ippolito, dello Spallanzani di Roma -. In realtà le misure di prevenzione dovrebbero evitare la trasmissione, ma non tutti i paesi le hanno messe in atto correttamente». Tutte le notizie sul virus sono attualmente allo studio da parte dell'Oms, che entro oggi deciderà se dichiarare l'epidemia emergenza internazionale. Sull'uso di vaccini e farmaci sperimentali in Africa, un nuovo appello è stato formulato da tre tra i principali esperti mondiali del virus, tra cui Peter Piot, uno degli scopritori. E l'agenzia delle Nazioni unite farà valutare da «esperti gli aspetti etici della vicenda». A porre la questione il caso, negli Stati Uniti, di due volontari americani che si sono ammalati in Liberia e che, una volta rimpatriati, sono stati curati (con buoni risultati) con un "siero miracoloso" (sperimentale), Zmapp, già richiesto dal governo nigeriano agli Usa. Il presidente Barak Obama, nella giornata conclusiva del primo summit Usa-Africa, ha garantito che l'America e gli alleati faranno «tutto il possibile per aiutare i nostri partner africani a rispondere all'emergenza» per l'epidemia. In Italia, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, conferma che non ci sono casi smentendo la "bufala virale" su contagi a Lampedusa diffusa online ieri. La polizia postale ha anche scovato il mitomane, un torinese di 44 anni, con precedenti di xenofobia. Il primo paziente europeo segnalato invece è il missionario spagnolo di 75 anni Miguel Pajares, che ha contratto il virus in Liberia. Ieri un aereo militare, appositamente allestito con misure di sicurezza, lo ha riportato in patria, facendone anche il primo caso che varca i confini europei.