Grillo lancia la "guerriglia" «Torneremo nelle piazze»

di Nicola Corda wROMA Era il giorno dell'incontro con i suoi parlamentari e Grillo ha come sempre preparato il terreno mediatico alla perfezione. «Arriva la dittatura, Napolitano è il peggior presidente di sempre, Segni e Cossiga gli fanno un baffo». Così prima di arrivare a Roma si fa precedere da un post contro il Quirinale intinto nel curaro. Il suo blog non risparmia ormai nessuno, l'attacco alla stampa è ordinaria amministrazione e ieri è finita nel mirino una giornalista dell'Huffington Post, Gabriella Cerami. Il Movimento 5 Stelle continua a soffrire per le incursioni del capo e di Casaleggio: la linea dura nella battaglia contro la riforma Costituzionale mal si concilia con il dialogo inaugurato solo da poche settimane e portata avanti dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Oggi dialogo, domani muro ma la linea ondivaga disorienta militanti ed eletti. Divergenze fisiologiche per qualsiasi altra forza politica, ma per Grillo tutto è manipolato dalla disinformazione perché «Di Maio è una persona straordinaria», e noi andremo avanti sulla legge elettorale. Ma ora, oltre il dialogo, «fino all'8 agosto ci sono in gioco la democrazia e la libertà di questo Paese». In concomitanza con la data limite del voto sulla riforma Costituzionale in seguito all'adozione dei tempi contingentati decisi dall'aula, i Grillini annunciano una lotta senza quartiere. «Questa è una guerra lo abbiamo già detto e scritto e quindi faremo delle guerriglie democratiche», annuncia Beppe assediato dalle telecamere prima di incontrare i parlamentari a Montecitorio. Riunione a porte chiuse, ovviamente, il Movimento è per la trasparenza ma sempre con lo streaming degli altri. Ciò che filtra è la decisione avanzata da Grillo di scendere in piazza con tutti gli eletti. «Porteremo la protesta dai cittadini e spiegheremo cosa sta succedendo al Senato» annuncia il senatore Giarrusso. Meglio le strade, scartata la televisione «che ha fatto male al Movimento ed è una delle cause del risultato delle Europee». Escluse anche altre azioni eclatanti analoghe come l'occupazione dei tetti di Montecitorio che ha generato qualche guaio, o l'ipotesi di dimissioni di massa circolata nelle ultime ore. Nei prossimi giorni saranno decise le modalità, se la piazza sarà organizzata in una sola occasione o se la protesta prenderà la forma di un presidio prolungato proprio fino all'8 agosto, data del primo giro di boa della riforma Costituzionale. Nonostante qualche voce contraria come quella del senatore Airola, l'assemblea dei parlamentari pentastellati non chiude invece il confronto con il Pd sulla legge elettorale. Lo spazio per tornare al tavolo della trattativa s'intravvede nella mediazione che Palazzo Chigi sembra voler portare avanti con Sinistra e Libertà che tiene sotto scacco il calendario di palazzo Madama con 6 mila emendamenti. Sul piatto di un accordo complessivo c'è anche l'Italicum e il M5S da subito aveva dichiarato di preferire quel terreno. L'obiettivo delle preferenze, infatti, sembra a portata di mano ma Di Maio e compagni nutrono la speranza di far cambiare idea a Renzi anche sui criteri di assegnazione del premio di maggioranza (al partito e non alla coalizione). «La prossima mossa spetta al Pd, ormai la palla è nel loro campo», è la sintesi della strategia pianificata dall'assemblea dei parlamentari. Per il resto, dalla riunione filtra poco, solo ciò che serve a dare la carica al Movimento che si appresta ad affrontare due settimane di barricate per contrastare ciò che definiscono «una deriva autoritaria, per risvegliare le coscienze dei cittadini e far capire senza il filtro dei media cosa sta accadendo in Parlamento». Oltre la chiamata alle armi di questi giorni, i 5 Stelle stanno mettendo in cantiere anche un altro grande evento previsto per il prossimo autunno ed estendendo i temi della protesta alla crisi dell'economia. Resistenza nei palazzi e in piazza. «Per cercare di bloccare le riforme infauste del governo, rischiamo di bloccarci anche noi lì dentro - scrive il senatore Morra - ma non saremo risucchiati dal vortice parlamentare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA