Spiegel: «Merkel pronta a lasciare»
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES La notizia bomba ha un potenziale talmente alto che la si maneggia con cura e quasi non se ne parla, mentre invece sull'altra notizia che va concretizzandosi, che certo è meno esplosiva, si spendono fiumi di parole. Angela Merkel potrebbe dimettersi entro un anno e Federica Mogherini potrebbe entro poche ore diventare il prossimo Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione. Quasi un cambio della guardia generazionale, ancora circondato da tante incertezze. Circa la cancelliera da anni circola la voce che a 60 anni si sarebbe ritirata dalla vita politica. Ha vinto tutto, ora anche i Mondiali di calcio, e la sua stella ora potrebbe solo calare. Lo ha scritto ieri lo Spiegel online. La cancelliera, hanno riferito al giornale fonti del suo entourage, rivendica la libertà di decidere quando lasciare l'incarico, indipendentemente da sconfitte elettorali o da crisi di coalizione. I 60 li compirà tra due giorni, il 17 luglio, e già nel 2013 un importante giornalista tedesco, Nikolaus Blome, scriveva che «Merkel si dimetterà nel 2015. Nessuno vuole restare più di dieci anni nella "lavanderia" (alla Cancelleria, ndr). Vuole decidere in modo sovrano della sua vita». Circola anche, sin dai tempi della formazione del governo di coalizione, il nome del possibile successore, un'altra donna: Ursula von der Leyen, attuale ministro della Difesa. Sul fronte delle entrate sempre più fonti a Bruxelles sembrano condividere il vero e proprio uragano di voci che dall'Italia insistono sul fatto che Mogherini prenderà il posto di Catherine Ashton. «Sta facendo un ottimo lavoro, per cambiare l'Europa, c'è bisogno di nuovi rappresentanti e lei esprime al meglio questo spirito di rinnovamento. Non mi risultano perplessità sulla sua possibile nomina», ha spiegato ieri il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi. La questione ancora sospesa è che però i popolari non la sostengono volentieri e che alcuni socialisti preferirebbero il "bersaglio grosso" e prendere il posto di presidente del Consiglio europeo. Su Mogherini ieri c'è stato l'attacco dei paesi dell'Est dell'Ue. Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita fonti diplomatiche, Polonia, Lettonia, Estonia e Lituania stanno facendo pressioni per opporsi al suo nome, perché Roma «è troppo morbida con la Russia e vuole bloccare nuove sanzioni contro il Cremlino per difendere gli investimenti delle aziende italiane». Secondo il quotidiano britannico l'invito che Mogherini ha rivolto a Vladimir Putin a partecipare a un summit tra leader europei e asiatici in programma a ottobre a Milano, avrebbe indotto anche altri Paesi dell'Ue ad appoggiare il blocco. «Mogherini ha difeso la posizione italiana di mantenere sempre, anche nei momenti più difficili, un filo di dialogo aperto con Mosca - ha affermato Gozi - posizione su cui si è assestata l'Unione europea. Le critiche mi sembrano quindi strumentali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA