Quote latte, ultimatum all'Italia

BRUXELLES La Commissione europea non ci sta e manda un ultimatum all'Italia: due mesi di tempo per capire se le autorità intendono dare uno scossone al sistema organizzativo per esigere il recupero delle multe ai circa duemila produttori riottosi, in gran parte padani. Si tratta di 1,395 miliardi di euro, retaggio del passato, ma che ancora pesano sul bilancio italiano. In assenza di risposte «soddisfacenti» la Commissione non esita a ricordare che «potrà portare l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue». Gli uomini vicino al dossier assicurano: «Non c'è nessun legame tra l'avvio della presidenza italiana dell'Ue e la richiesta formale di infrazione all'Italia». La realtà, dicono, «è che non si vedono progressi sul recupero delle multe che risalgono al periodo 1995-2009. Da anni, assistiamo in Italia ad un problema di funzionamento di natura legale, normativo e amministrativo». Una cosa però è certa: «Non dovranno essere i contribuenti italiani ad uscire perdenti da questa vicenda». Insomma, a Bruxelles si avverte una certa insofferenza, considerando che tra pochi mesi, il 31 marzo 2015, terminerà - dopo oltre 30 anni - il sistema europeo delle quote latte. E che sul fronte delle infrazioni, da 20 anni è pendente solo il caso italiano, anche se negli ultimi anni l'Italia è stata in regola. Immediata, la reazione all'annuncio di Bruxelles, del ministro per le politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina. «La questione delle quote latte - ha detto - è nota e vecchia e negli anni è stata gestita molto male». Per le prossime settimane ha annunciato che «ci saranno passaggi organizzativi e procedure molto chiari. Vogliamo - ha assicurato - fare rispettare la legge e dare conto della massima tenuta sul versante delle regole». In realtà l'Italia ha già accelerato le procedure di recupero delle multe bloccando, ha ricordato il ministro, «i pagamenti della Politica agricola comune ai morosi per il 2012 e il 2013». L'impegno italiano «a recuperare tutto il dovuto» è stato riaffermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Sandro Gozi. Gozi ha anche assicurato l'invio di più informazioni sul recupero dei fondi. «È una eredità delle troppe incertezze e disattenzioni del passato nel confronti dell'Europa - ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - sulle quali è finalmente intervenuto con un deciso cambio di passo il presidente del Consiglio».