Scolari verso l'addio Nel futuro del Brasile c'è un ct straniero

Un elefante marino si è arenato sulla spiaggia Farol de Santa Luzia, nella città di Vila Velha, che fa parte della regione di Espirito Santo. L'animale, di grandi dimensioni, sta bene ma quasi non si muove e per questo è stato subito ribattezzato Fred, come il numero 9 della Selecao, da coloro che lo hanno trovato e poi si sono presi cura di lui. «Quando lo abbiamo trovato dormiva, senza muoversi – ha spiegato il biologo Bruno Berger, intervistato da alcune tv nazionali –, proprio come ha fatto Fred nelle partite di questi Mondiali». Una nazione sotto shock, un'altra che cerca con relativa calma di analizzare il presente e pensare a domani. Il day after di Brasile e Olanda è completamente diverso, come opposto è lo stato d'animo delle due squadre che domani si affronteranno nella finale di consolazione allo stadio "Manè Garrincha" di Brasilia. I padroni di casa hanno la testa da tutt'altra parte e la stampa se la prende ancora con Felipao Scolari, colpevole di non aver accettato molte delle critiche e incapace di ammettere il proprio fallimento («in fondo abbiamo fatto un buon Mondiale, ci condanna solo una partita dal risultato pesantissimo»). Il presidente uscente della Cbf Josè Maria Marin e quello che gli subentrerà dall'aprile 2015, Marco Polo Del Nero, ieri sono stati in visita alla squadra per far vedere che la dirigenza è accanto alla Selecao e al suo tecnico. Ma da domani sera, cioè da dopo la disputa della finale per il terzo e quarto posto contro l'Olanda, le cose dovrebbero cambiare radicalmente. L'addio a Scolari viene dato per certo. In pole position per la sua sostituzione rimane Tite, che il Mondiale lo ha già vinto, ma di club, nel 2012 alla guida del Corinthians. Ma in Del Nero e nel suo futuro vice Delfim de Padua si sta facendo strada la convinzione che per il bene della Selecao ci voglia un tecnico straniero. Il primo nome sarebbe quello di Alexandre Gallo, tecnico dell'under 23, che avrà l'ingrato compito di dover vincere (stavolta non c'è alternativa di sorta) l'oro olimpico nel calcio a Rio 2016. Accantonato Josè Mourinho, che costa troppo, si pensa a Pep Guardiola, già contattato in passato, e qualcuno invoca persino il nome di Louis Van Gaal. Il quale, dal canto suo, reagisce con il consueto stile all'eliminazione della sua Olanda. «Ho insegnato io a Romero come fermare i rigori» scherza, ma non troppo, Van Gaal. Il portiere argentino, infatti, ha giocato quattro campionati con la maglia dell'Az Alkmaar con l'attuale tecnico degli arancioni allenatore. «Perdere ai calci di rigore è una grande delusione – sottolinea il ct degli orange –. Ma abbiamo fatto un torneo fantastico». Il giorno dopo l'uscita per mano dell'Argentina, Van Gaal ha ammesso che avrebbe ritentato volentieri la carta Krul, il portiere pararigori entrato al 120' e risultato decisivo contro il Costa Rica. «L'avrei fatto, ma avevo fatto già i tre cambi. Allora non potevo più». (a.si.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA