Alitalia, trattativa ad oltranza per ridurre gli esuberi
ROMA L'obiettivo è ridurre al minimo gli esuberi, anche se eliminarli del tutto non sarà possibile. Con questa premessa del ministro Maurizio Lupi si è aperto tra governo, sindacati e Alitalia l'ultimo atto per arrivare a portare a casa l'accordo con Etihad. Una trattativa difficile, che andrà avanti a oltranza, puntando a chiudere però entro venerdì, o al massimo entro l'arrivo dell'ad della compagnia araba James Hogan in Italia, il 15 luglio. Sul tavolo ci sono i 2.251 esuberi chiesti da Etihad (insieme alla rinegoziazione di 565 milioni di debito su un totale circa un miliardo), che è pronta se accordo sarà, a investire sulla ex compagnia di bandiera italiana 1,2 miliardi di euro rilevandone il 49%. Investimenti che sono previsti fino al 2023, come ha spiegato l'ad di Alitalia Gabriele Del Torchio illustrando al tavolo il piano degli emiratini che «entro il primo anno cambieranno totalmente la compagnia». E se con le banche «siamo a buon punto» come ha sottolineato Lupi, sul fronte del personale ancora c'è da fare. «La richiesta sul tavolo - ha precisato - è di 2.251 persone in mobilità, parte sono quelli già in Cig a zero ore e parte sono nuovi lavoratori». Una chiusura sulla Cig, di cui «non discuteremo oggi», chiarisce il ministro. Ma così, ribatte subito la Cgil, si rischia di lasciare cadaveri: «Senza la Cig lo dice Lupi. Se si inventa qualcosa di meglio noi siamo a disposizione» dice il segretario confederale Fabrizio Solari.