Morto per un'embolia sotto inchiesta 14 medici
di Maria Fiore wSANNAZZARO Quattordici avvisi di garanzia ad altrettanti medici per fare luce sulla morte di Enrico Suardi di Sannazzaro, il capoturno dell'Eni e allenatore di baseball stroncato pochi giorni fa, all'età di 57 anni, da un'embolìa. Gli avvisi, notificati a otto medici del San Matteo e sei medici dell'ospedale di Lodi, sono un atto dovuto, per consentire l'autopsia che è stata fissata per oggi stesso al dipartimento di Medicina legale di Pavia. Gli accertamenti sono stati disposti dal magistrato Ethel Ancona e questa mattina, alle 9,30, sarà conferito l'incarico al medico legale Yao Chen. L'inchiesta per omicidio colposo non nasce da un esposto della famiglia dell'allenatore (che anzi aveva dichiarato di non avere «nemmeno pensato a possibili risvolti legali»), bensì da una valutazione della stessa procura dopo la notizia del decesso. Il magistrato ha ritenuto di indagare tutti i sanitari che, per un periodo di 18 giorni, hanno avuto a che fare con il paziente. Quelli dell'ospedale di Lodi, dove Suardi era stato portato in seguito a una caduta sul campo di baseball a Lodi, in cui aveva riportato la frattura del bacino, e quelli del San Matteo, dove il paziente era stato trasferito d'urgenza dopo che un malore lo aveva colpito durante il periodo di convalescenza a casa, a Sannazzaro, e dove era morto, lo scorso giovedì mattina. Nell'elenco di coloro che hanno ricevuto l'avviso di garanzia figurano, dunque, medici del pronto soccorso, traumatologi, ortopedici e rianimatori di entrambi gli ospedali. Lo stesso numero di indagati indica che lo scopo della procura è fare luce su tutti i passaggi e le circostanze della vicenda, fino all'esito fatale. Suardi era caduto, il primo di giugno, sul campo della Faustina, a Lodi. Stava comunicando una sostituzione proprio durante un incontro con il Sannazzaro quando era scivolato sul primo gradino e si era fratturato il bacino. Ricoverato a Lodi e sottoposto ai trattamenti, il sabato successivo era stato dimesso. Mercoledì scorso, invece, mentre si trovava nella sua abitazione a Sannazzaro, si era sentito male. Un'embolìa polmonare, secondo i medici. I familiari avevano allertato subito il 118 ed era stata avviata la circolazione extracorporea. L'allenatore, portato d'urgenza al San Matteo, era morto nella notte. Dopo il decesso erano state sequestrate le cartelle cliniche. Gli accertamenti sui documenti clinici, insieme all'autopsia, consentiranno di accertare eventuali responsabilità nella morte dell'allenatore. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA