Berretti verdi a Baghdad, ma Kerry è cauto

di Andrea Visconti wNEW YORK Da Baghdad direttamente a Bruxelles. Finiti gli incontri con la leadership curda e irachena, il segretario di Stato Usa John Kerry ieri ha partecipato a colloqui Nato incentrati sulla triplice crisi Iraq, Ucraina e Siria. Crisi che sono state anche argomenti di conversazione fra Matteo Renzi e Barack Obama nel corso di una telefonata alla vigilia del vertice dell'Unione Europea che ha preso il via in serata a Bruxelles. «Mi rallegro per la decisione di Putin», ha detto il massimo diplomatico americano facendo riferimento al presidente russo che ha dato disposizione al Parlamento di annullare una legge che autorizza Mosca a ordinare un intervento militare in Ucraina. «Ma sappiamo che Putin in dieci minuti potrebbe fare retromarcia». Alcuni osservatori politici dicono che sul fronte Iraq è Kerry a fare retromarcia. Mentre inizialmente aveva detto che se le forze ribelli dell'Isis avessero continuato ad avanzare verso Baghdad gli Usa sarebbero stati costretti a intervenire, ora Kerry frena. «I bombardamenti aerei sarebbero un atto di completa irresponsabilità», ha detto il capo del dipartimento di Stato durante un'intervista alla Cbs. «Non c'è governo, non ci sono supporti, non c'è apparato militare, non c'è nulla che dia i presupposti per un successo». Le dichiarazioni del segretario di stato sono venute mentre nella capitale irachena sono arrivati i consulenti militari Usa inviati da Obama. Ccirca 300, per la maggior parte forze speciali dei Berretti Verdi, che sono giunti a Baghdad proprio mentre i jihadisti dell'Isis attaccavano una delle più grosse basi aeree in Iraq. Si tratta di Camp Anaconda, come veniva chiamata quella base durante gli anni dell'occupazione Usa. Ma l'Iraq non è il solo punto focale degli incontri di Bruxelles dove c'è molta preoccupazione anche per la situazione in Afghanistan dopo l'annuncio di Obama all'inizio di giugno di ridurre il numero di truppe Usa nel paese a 9.800 per poi completare la ritirata entro il 2016. Le decisioni del governo di Washington hanno un impatto sulla presenza Nato in Afghanistan. Secondo fonti Usa dopo la ritirata degli americani nel paese dovrebbe rimanere una forza internazionale di circa 12mila uomini. A Bruxelles è in discussione anche l'Ucraina e il piano di pace proposto dal presidente Petro Poroshenko di implementare un cessate il fuoco e allo stesso tempo portare avanti negoziati con le forze politiche a Est del paese. In quest'ottica John Kerry a Bruxelles si incontrerà nelle prossime ore con il ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkine. ©RIPRODUZIONE RISERVATA