Può ospitare fino a 200 detenuti
VOGHERA Il nuovo padiglione della casa circondariale di Voghera è stato al centro di polemiche sia per la lentezza dei lavori - ci sono voluti due anni per completarlo - sia per le carenze di organico della polizia penitenziaria, non rafforzato a sufficienza - secondo le organizzazioni sindacali di categoria - dopo il notevole aumento della popolazione carceraria. «Attualmente i detenuti della nuova ala di massima sicurezza sono circa 190, rispetto a una capienza complessiva di duecento, quindi siamo vicini alla saturazione – spiega Fabio Catalano, Cgil – si tratta di soggetti che si trovano in carcere per reati gravi, come l'associazione di stampo mafioso e camorristico, alcuni stanno scontando la condanna all'ergastolano, ma tra loro non ci sono dei pentiti». Mancano almeno venti agenti, rispetto alla dotazione ottimale, la carenza del personale di custodia ha imposto una diversa organizzazione dei turni di servizio. La situazione è migliorata, ma ancora non è ritenuta del tutto soddisfacente dai sindacati. I lavori del padiglione di massima sicurezza sono iniziati quando direttore del carcere vogherese era Paolo Sanna, trasferito nell'estate 2011 a Porto Azzurro, nell'isola d'Elba, dove subentrava a Carlo Mazzerbo, a sua volta spostato alla guida dell'istituto di pena di Massa Marittima; al suo posto è arrivata Maria Gabriella Lusi, tuttora alle redini della casa circondariale cittadina.