L'Ue: debiti Pa, Italia peggior pagatore

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Alla fine è arrivata. Dopo mesi e mesi di tira e molla, di promesse, impegni e verifiche, la Commissione europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per i mancati pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione alle aziende. E si apre una crisi, la prima, tra il governo di Matteo Renzi e Bruxelles, con il ministro dell'Economia Padoan che attacca definendo «incomprensibile» la decisione. Ad avviare la procedura è stato Antonio Tajani, vice presidente della Commissione responsabile per questa materia, che sta per lasciare l'esecutivo comunitario in quanto è stato eletto deputato europeo per Forza Italia. La Pubblica amministrazione italiana oggi paga le sue fatture in media in 180 giorni, facendo del nostro Paese «il peggior pagatore dell'Unione europea», ha lamentato Tajani, secondo cui l'Italia deve «intervenire in modo drastico per rispondere al problema in modo strutturale». La normativa impone il pagamento di questi debiti entro un termine di 30 giorni (60 in alcuni casi eccezionali), ma in Italia per anni la si è ignorata e allo stato attuale dopo i primi interventi del governo Letta, è stato pagato solo un terzo dei circa novanta miliardi di euro che lo Stato deve alle imprese, con 75 miliardi ancora da erogare. Un problema, dato che «il primo effetto del ritardo nei pagamenti è il licenziamento dei dipendenti», sostiene Tajani . A Roma la decisione è presa molto male, anche perché, si spiega, pagare 90 miliardi di debiti senza sforare i limiti di bilancio imposti dalla regole europee è molto difficile, serve un po' di elasticità. Per primo attacca duro Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei, secondo il quale «quella del neo europarlamentare di Forza Italia Tajani è una grave strumentalizzazione dell'Europa e un atto di irresponsabilità contro l'Italia. Il Commissario europeo uscente utilizza il suo incarico in maniera burocratica per fare politiche di parte». Più diplomatico di Gozi è Padoan, che è «fortemente sorpreso perché se c'è una cosa che ha fatto questo governo, come quello precedente, è proprio accelerare sul pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione», cosa che, spiega «ha un costo fiscale, mentre manteniamo i vincoli di bilancio. Quindi siamo due volte disciplinati. Trovo questa procedura di infrazione incomprensibile». Favorevoli alla scelta di Tajani le eurodeputate di Forza Italia Elisabetta Gardini e Lara Comi, secondo la quale «c'è da sperare che Renzi passi dalle belle parole ai fatti, però intanto mentre lui parla e non agisce le imprese falliscono». Ora ci sono due mesi di tempo per rispondere a questo primo atto della procedura, che si chiama «Lettera di messa in mora», con delle spiegazioni che, se saranno convincenti, potranno anche chiudere l'iter avviato ieri. Ma le spiegazioni dovranno esser tante, poiché l'Italia viola le norme dell'Unione anche per quanto riguarda il tasso di interesse di mora pagato dalla Pa e che continua a essere inferiore, in molti casi, a quello previsto dalla direttiva (tasso di riferimento della Bce, aumentato di almeno l'8%). lorenzo@robustelli.eu ©RIPRODUZIONE RISERVATA