Alla mamma l'ultima telefonata di Cristina
MOTTA VISCONTI «Penso solo ai miei nipoti e a mia figlia». Giuseppina Redaelli, la madre di Cristina Omes, lo ripete ai parenti che da domenica mattina la proteggono da chiunque provi a entrare nel suo dolore. Una sofferenza senza fondo. Chiede silenzio, la donna. Una richiesta che è stata affidata a un biglietto affisso davanti all'abitazione di via Ungaretti, che sabato sera si è trasformata nella casa degli orrori. «La mamma e i parenti di Cristina e dei piccoli Giulia e Gabriele chiedono rispetto per quanto accaduto alla loro famiglia – si legge –. Chiedono di essere rispettosi del loro silenzio e del profondo dolore che stanno vivendo. Ringraziano la magistratura, i carabinieri e la polizia locale». Proprio a loro, agli inquirenti, la donna ha raccontato di avere sentito la figlia l'ultima volta alle 23 di sabato sera, quindi qualche minuto prima del delitto, secondo quanto riferito dallo stesso indagato, il marito della vittima Carlo Lissi. «Ricordo – ha raccontato la donna agli inquirenti – che mi ha chiamata al telefono, a casa, per dirmi che si era rotto l'aspirapolvere e mi ha chiesto se le davo il mio, mi ha chiesto se potevo portarglielo l'indomani o lunedì». La donna dice di «essere sicura dell'orario» perché ha guardato l'orologio «che si trova di fianco al telefono». Dice anche di ricordare che durante la telefonata «è arrivato un forte scroscio di pioggia». Poi ha chiesto dei bambini, Cristina ha risposto che era «tutto a posto» e le due donne hanno chiuso la conversazione. Circa tre ore dopo la notizia che nessuna madre dovrebbe ricevere. La strage della famiglia, l'angoscia e il dolore a entrare nella villa. Una tragedia che, secondo quanto riferito dalla donna, non aveva nessuna premessa. La madre di Cristina Omes ha parlato di una «coppia tranquilla e serena», di due persone che «andavano d'accordo, che si volevano bene». La testimone ha detto di non avere mai assistito a «litigi particolari tra i due», solo qualche «screzio» o qualche scambio di opinione normale tra i coniugi. L'ultima volta che la donna vede sua figlia viva, invece, risale a venerdì, a mezzogiorno. «L'aiutavo con i bambini – ha concluso –, ma non il fine settimana e sabato sono rimasta a casa». (m. fio.)