Napolitano sugli sbarchi: Non siamo inerti
ROMA L'operazione Mare Nostrum ancora al centro della polemica politica. «Siamo un esempio, non abbiamo girato la testa dall'altra parte», ha sottolineato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Ma una mozione della maggioranza, discussa al Senato, impegna il governo «a verificare ogni iniziativa che consenta il superamento» della missione iniziata lo scorso ottobre, «doverosa risposta emergenziale, ma che non può in alcun modo costituire la soluzione definitiva». E mentre si scalda la polemica politica ancora un incidente nel canale di Sicilia vede dispersi 12 migranti, caduti in mare ieri durante un trasbordo da un gommone ad una motonave maltese. Ieri Napolitano, ricevendo i vertici della Marina Militare, ha sottolineato la propria «ammirazione» per come essa «sta dando una prova del tutto senza precedenti» con Mare Nostrum. Un'operazione che «pone l'Italia all'avanguardia nello sforzo» per affrontare «correttamente, l'ondata di disperazione che proviene soprattutto dall'Africa sub-sahariana ma anche da altre regioni come il Medio oriente e che si traduce in pressione sulle nostre coste attraverso una guida scellerata di organizzazioni criminali di vere e proprie masse di richiedenti asilo o di richiedenti in ogni caso accoglienza nel nostro Paese». Per il capo dello Stato l'Italia è quindi «un esempio, non ce n'è simile. Ci siamo assunti questa responsabilità, non abbiamo girato la testa dall'altra parte, non siamo rimasti inerti in attesa di un impegno che venisse anche da altri Paesi dell'Ue benchè non direttamente investiti da questa ondata migratoria» non avendo sbocco sul mare. Da parte loro, i ministri Angelino Alfano e Roberta Pinotti, ripetono da tempo che l'operazione è a tempo, non può continuare indefinitamente. Anche per gli alti costi che comporta: 9 milioni e mezzo di euro al mese.