Il sì all'autostrada unisce Facchinotti e Robecchi

Broni-Mortara-Stroppiana: una striscia d'asfalto lunga circa 67 chilometri che secondo i progetti dovrebbe collegare la A21 "Torino-Piacenza" all'altezza di Redavalle con la A26 "Genova Voltri-Gravellona Toce" a Stroppiana innestandosi anche con la A7 "Milano-Genova" nei pressi di Pavia. Un progetto doppio. Il primo tratto, Redavalle-Castello d'Agogna, è incagliato da anni negli uffici del ministero dei Trasporti: si attendono novità per agosto. Il secondo tratto, Castello d'Agogna-Stroppiana, è ancora in fase di approvazione. Per entrambi i tratti la proponente è la Sabrom (società al 61% del gruppo Impregilo): per il primo tratto Sabrom ha avuto anche la concessione per la costruzione. Un progetto contro cui si stanno battendo associazioni (di recente in 41 hanno inviato un documento anti autostrada al ministero) e l'amministrazione provinciale. MORTARA «Siamo pronti a chiedere un referendum per decidere se fare o meno la Broni-Mortara-Stroppiana». Torna a farsi sentire il fronte del sì all'autostrada in Lomellina. E lo fa con un'azione trasversale che vede coinvolta l'amministrazione leghista del sindaco Marco Facchinotti (rappresentata dal vice sindaco Fabio Farina) e alcuni schieramenti della minoranza: sono a favore l'ex sindaco Roberto Robecchi (che prima di lasciare nel 2012 aveva riuniti tutti i sindaci favorevoli all'opera), Franco Varini e Fabrizio Giannelli (entrambi consiglieri della lista di area Forza Italia che aveva appoggiato la candidatura di Ettore Gerosa). Tutto succede dopo che, agli stati generali regionali sull'ambiente che si sono tenuti a Pavia nei giorni scorsi , l'assessore regionale Claudia Maria Terzi ha dato rassicurazioni agli ambientalisti sul fatto che l'autostrada non si farà. Ma Mortara, centro principale della Lomellina, non tutti sono d'accordo. «Non vogliamo che il destino della Lomellina lo decidano a Roma o a Milano, vengano qui a parlarne sul territorio – hanno sottolineato i politici mortaresi – Chiederemo un incontro urgente in Regione e al ministero. Vogliamo vederci chiaro su questa opera, è l'ultimo treno per lo sviluppo del nostro territorio da sempre tagliato fuori da tutto». «L'autostrada è un'opera su cui c'è stato l'accordo di molti sindaci del territorio negli ultimi anni – ha spiegato il vicesindaco di Mortara Fabio Farina, facendo riferimento al protocollo firmato nel 2012 da una ventina di amministrazioni lomelline a Mortara – Vogliamo allargare la battaglia per chiedere la realizzazione in maniera unanime. Lo stop al progetto è un regalo a chi l'aveva proposto, ma ora non vuole farlo: è però un'opera che serve». «Non abbiamo mai avuto il raddoppio ferroviario per Milano, non abbiamo avuto negli anni '60 il passaggio dell'autostrada Genova-Gravellona Toce, ma abbiamo inceneritori, impianti di fanghi ed ora potrebbe arrivare anche lo smaltimento di rifiuti farmaceutici a Garlasco – ha aggiunto Franco Varini, che da poco è anche consigliere della Sabrom società concessionaria della nascente autostrada – Le infrastrutture viabilistiche, che al contrario di altre opere, servono allo sviluppo della Lomellina invece non arrivano mai. Dev'essere la popolazione lomellina a potersi esprimere su questo tema. L'età media si alza, non c'è lavoro e i prezzi del mattone stanno crollando». «Vanno tutelati anche gli investimenti della Polo Logistico di Mortara, la società che gestisce lo scalo merci – ha aggiunto Fabrizio Giannelli – E che ha bisogno di infrastrutture per crescere». Sandro Barberis