«Riccagioia e progetto enoteca la Regione non deluda l'Oltrepo»

TORRAZZA Al Centro Riccagioia c'è aria d'attesa sulla nuova direzione, dopo il mancato rinnovo di Carlo Alberto Panont giunto a scadenza di contratto. A seguire con attenzione la vicenda è il Consorzio Tutela Vini Oltrepo Pavese che in Riccagioia ha creduto, sia come socio privato che trasferendo lì il proprio quartier generale, abbandonando la sede storica di Broni. Il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, sottolinea che il territorio non è alla finestra ma in prima linea. A Riccagioia c'è aria di crisi? «Di certo c'è aria di grandi cambiamenti. Sono certo e spero che la Regione abbia intenzione di onorare l'eredità di Carlo Gallini e che dunque non farà passi indietro, in particolare dopo aver affidato la presidenza a Roberto Mura. Non mi aspetto dietrofront nemmeno sull'Enoteca Regionale di Cassino Po perché a Milano sanno tutti molto bene che un azzeramento del progetto originario, già oggetto di protocollo d'intesa e di un attento lavoro del sindaco Luigi Paroni, non sarebbe solo grave per l'Oltrepo , ma significherebbe gettar via un patrimonio pubblico d'immenso valore a pochi mesi da Expo Milano 2015». Ma i conti di Riccagioia non pesano ancora troppo sulla Regione? «Il Centro che Panont ha lasciato con i conti in attivo, è stato pensato per fare formazione, ricerca, convegni e per essere l'università-campus del vino, dunque una struttura che produce cultura, identità e valori. Non è un supermercato, sebbene ci sia spazio per offrire nuovi servizi e guadagnare in entrate e autorevolezza. Le cantine cooperative e noi soci privati abbiamo fatto la nostra parte per accompagnare l'avvio della gestione pubblico-privato, ma il centro assolve a funzioni di utilità collettiva ». Dunque la Regione non deve smettere d'investire? «La proprietà dell'immobile e dei terreni era e resta regionale, dunque non è sbagliato che a tutelare il suo patrimonio e le professionalità sia, in primo luogo, Ersaf. Bisogna guardare però oltre le bollette. Riccagioia che oggi è sede di Unione Italiana Vini, Consorzio e Valoritalia può ambire a essere un centro pilota al servizio del mondo dell'agroalimentare e con l'Enoteca Regionale di Cassino Po rappresenterebbe un network di ricerca, comunicazione e promozione territoriale. Potrebbero arrivare turisti, buyer e giornalisti da tutto il mondo, a studiare un modello all'avanguardia e ad osservare la selezione clonale di Pinot nero più preziosa che esista». L'Oltrepo può fare qualcosa che non ha fatto? «Difendere i suoi gioielli con passione. Responsabilizziamoci tutti, come hanno fatto Consorzio e Distretto del Vino che per volontà condivisa stanno attivando un tavolo strategico territoriale». Qualcuno dice si sia rotto il rapporto tra il territorio e il nuovo assessore regionale all'Agricoltura. «No, però il dialogo è fatto di attenzione quotidiana. Noi non siamo figli di un dio minore. L'Oltrepo è indiscusso leader per volumi di produzione, L'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Fava ci indichi su quali prospettive ci stiamo muovendo». (f. g.)