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ROMA «Abbiamo già vinto ma non abbiamo bisogno di vendetta». È quanto ha detto Beppe Grillo nel corso del suo comizio a Milano. Per il leader del M5S «quella che noi esprimiamo è rabbia buona». Quindi, «quando li manderemo a casa, li accompagneremo con una carezza e diremo loro: vieni, è finita». In piazza del Duomo, davanti a una folla di elettori e militanti, ha proseguito dicendo che «c'è un flusso d'amore, non l'ho mai detto a mia moglie lo dico a voi questa sera. La nostra è una rabbia solidale e il segreto è il sogno. È questo che vince, per questo abbiamo già vinto. Non abbiamo bisogno di vendette». Per Grillo «il sogno di Berlinguer sta continuando con noi. Il comunismo è finito perché è stato applicato male. È finita. Sta succedendo qualcosa di diverso» Grillo era stato preceduto da uno spettacolo musicale e dagli interventi dei deputati del M5s. «Fate paura, questo movimento comincia a far paura»: così il premio Nobel Dario Fo ha salutato i sostenitori del Movimento 5 stelle, sul palco di piazza Duomo a Milano, al fianco di Beppe Grillo. «Li sorprendiamo sempre, ieri eravamo l'antipolitica, adesso siamo i violenti, i nazisti. Ora hanno paura questi grandi uomini che sono stati 10 anni al governo». Beppe Grillo dal palco a Milano, per la chiusura della campagna elettorale ha anche insistito nell'attacco agli avversari politici: «Non ho più pena per queste persone ciniche - ha continuato Grillo -. Lo hanno chiamato processo, ma non è un processo, faremo una verifica on line, perchè il popolo italiano ha il diritto di giudicare questa classe dirigente che ha disintegrato questo paese». Ha attaccato Renzi. «Saremo cattivi, cattivi ma senza violenza. Li manderemo a casa. Sparirà anche questo ebetino. Questa gente - ha continuato Grillo - che si credeva padrone dell'universo non è niente. Letta in due giorni è sparito dalla memoria collettiva, l'unica foto è di lui che cammina col figlio per strada con un pugnale nella schiena infilato dal suo amico Renzi». E' ottimista sul risultato elettorale. «Faremo come Roosevelt, andremo al governo con il 58%. Il 31-32% non ci basta perchè è una rivoluzione». Ha toccato i temi economici, energetici e ambientali ricordando che se ne occupa «da vent'anni» e che «non vuole distruggere». Critiche alla politica fiscale e rilancia il reddito di cittadinanza. ma ha anche speigato che in dieci secondi il suo programma politico è «vaffanculo». Anche il lavoro non può essere, a suo dire, la questione centrale perché di lavoro si muore. «Ci dobbiamo intendere cosa vuol dire lavoro». Ha anche attaccato la decisione del governo di evolvere «un obolo» ai cittadini quei famosi 80 euro. Ha ironizzato nei confronti del premier Renzi, il cui comizio a Roma, secondo il leader del Movimento 5 Stelle, è stato bluff: «Non era piena la piazza del nostro amico, questo ebetino, questo Truman... - ha detto -, non mi fa pena perchè è cinico. Non ho più pena per queste persone finte giovani». Secondo il leader M5S «Bergoglio ha copiato i nostri discorsi. Dice le stesse cose che diciamo noi. Il Papa dovrebbe essere qui in piazza con noi adesso».L'obiettivo di Grillo è insidiare il primato del P di Renzi, o addirittura superarlo. Nel suo programma l'idea di chiedere le dimissioni del governo e del presidente della Repubblica Napolitano. Dopo cinquanta minuti di comizio, Grillo ha lasciato il microfono a Dario Fo che ha parlato del ruolo della cultura attaccando gli esponenti politici delle «larghe intese« dicendo che sono «ipocriti» e che devono «gettare giù la maschera». Oggi Grillo chiude la campagna elettorale in piazza San Giovanni a Roma.