Piccoli ospedali per Mede e Casorate ipotesi salvataggio
Dopo il presidio di ieri in Regione, venerdì al San Matteo assemblea generale dei lavoratori della sanità della provincia di Pavia. E ieri la Regione ha in parte dato ragione aCgil Cisl e Uil: «La normativa nazionale prevede una significativa riduzione della spesa per il personale nel comparto sanitario anche per le Regioni in equilibrio di bilancio come la Lombardia – scrivono l'assessore alla Salute e l'assessore all'Economia – per questo si raccoglie positivamente l'istanza espressa dalle rappresentanze sindacali». di Anna Ghezzi wPAVIA Salvi gli ospedali di Casorate e Mede e i loro 82 posti letto. Restano in bilico quello di Varzi, con 36 posti letto e la clinica privata Santa Maria delle Grazie di Voghera, con 17 letti, potrebbe restare senza accreditamento se il ministro della Salute Beatrice Lorenzin darà seguito a quanto annunciato l'altro giorno a proposito del Patto della Salute. Il ministro ha promesso infatti di accelerare la trattativa Stato-Regioni, e anche se non è ancora nulla di definitivo, ha esposto i numeri che potrebbero decidere il destino dei piccoli ospedali, in bilico sin dal decreto Balduzzi. Prevista dunque la chiusura delle cliniche private con meno di 60 posti letto (seppur con delle eccezioni), la revisione dei ticket, introduzione di nuovi standard di ospedalieri, assistenza h24 e potenziamento ruolo di Agenas e Aifa. Uno dei temi più caldi è però la chiusura delle cliniche private con meno di 60 posti letto. In Provincia ci sono 19 strutture sanitarie, 10 sono private accreditate, ma solo una è a rischio. La questione è ancora «oggetto di discussione» ma si prevede che dalla "tagliola" siano escluse le strutture monospecialistiche. Inoltre il processo sarà graduale (2-3 anni) e prevede pure l'unione di più strutture per raggiungere gli standard. «Per il momento di strutture pubbliche non si parla più – spiega il presidente dell'Ordine dei medici provinciale Giovanni Belloni – mentre resta l'idea di togliere l'accreditamento alle strutture private convenzionate che non abbiano un minimo di posti letto. Erano 100, ora sono 60». Sono salve dunque la Cittadella Sociale di Pieve del Cairo (60 posti letto) e Villa Esperia di Godiasco (96 posti accreditati su 116 totali secondo i dati Aiop), che ai 100 posti letto non arrivavano, ma superano abbondantemente i 60 stabiliti, per ora, come soglia minima per restare all'interno del sistema regionale che permette di scegliere di curarsi in una struttura privata pagando però solo il ticket, mentre il resto della prestazione viene pagata alla struttura privata dal sistema sanitario regionale. «Per ora si tratta solo di annunci del ministero – afferma l'assessore regionale alla salute Mario Mantovani – vediamo come vanno le trattative in sede di conferenza Stato - Regioni. Il Patto della salute è ancora in discussione ed è meglio evitare annunci. Quello che non è cambiato è il fatto che Regione Lombardia sia contraria alla chiusura di qualunque ospedale sul territorio perché, nel complesso, non sforiamo il rapporto di 3,7 posti letto ogni mille abitanti». In provincia di Pavia è quasi il doppio: «Non stiamo considerando singoli casi – chiude Mantovani – ma la rete sanitaria di un territorio nel suo complesso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA