GIRO D'ITALIA»A MONTECOPIOLO, SULLE SALITE DI PANTANI
di Maurizio Di Giangiacomo wINVIATO A MONTECOPIOLO (Pu) Sulle strade di Marco Pantani il principe degli scalatori Nairo Quintana delude e lascia il palcoscenico a un finisseur. E che finisseur, Diego Ulissi. Il cecinese della Lampre Merida ha tenuto le ruote dei big anche quando la corsa s'è infiammata, sulla salita di Montecopiolo, e ha atteso la rampa finale per piazzare la sua irresistibile stilettata, che fa il paio con quella di Viggiano e lo promuove come uomo-copertina di questo Giro d'Italia. Ai big – tali o presunti – di questo Giro servirebbe il coraggio del 24enne di Cecina. Se lo avessero, forse non si sarebbero controllati fino all'ultimissimo chilometro. E se è comprensibile l'atteggiamento di Cadel Evans – con il naufragio del connazionale Michael Matthews, giunto al traguardo con 34' di ritardo, l'australiano ha vestito fin troppo presto la maglia rosa – resta da capire perché l'attesissimo Quintana non abbia praticamente mai messo il naso davanti, se non ai 100 metri, per precedere di soli 2" quello che a questo punto è il suo rivale più accreditato, che rimane così 1'45" davanti con una salita in meno e la carta della cronometro Barbaresco-Barolo ancora da giocare. I casi sono due: o il colombiano è assolutamente convinto di avere a disposizione tutto il terreno per mettere dietro Evans di due, tre minuti, oppure – oltre a non disporre di una squadra formidabile, com'era emerso a Viggiano – la maglia a pois dell'ultimo Tour de France non è nelle condizioni migliori. In favore di questa nostra tesi testimoniano le parole dello stesso Evans, che si attendeva un attacco dello scalatore colombiamo. «All'inizio del Carpegna la Movistar si era in messa in testa a tirare – spiega la nuova maglia rosa – Ma poi il mio compagno Manuel Quinziato ha sentito alla radio che qualcuno li ha fermati. In compenso, ha fatto un gran lavoro la Ag2r». È stata infatti la squadra francese di Domenico Pozzovivo (poi settimo al traguardo) a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro di ricucitura sulla fuga di Arredondo, Bandiera, Berard, Boasson Hagen, Cattaneo, Finetto, Pirazzi, Quemeneur, Quintero e Vorganov. Arredondo, Pirazzi e Quemeneur si avvantaggiavano sul resto dei battistrada e scollinavano in quest'ordine sul Carpegna che – complici le botte – metteva fuori causa Scarponi. In discesa evadeva dal gruppo Rolland, che si lanciava all'inseguimento dell'ormai solitario Arredondo, lo riagganciava e lo staccava quando però il gruppo stava già per riassorbirli, trascinato dal solito, grande Morabito (Bmc). Sulla rampa del traguardo ci provava Kiserlovski, Ulissi gli prendeva la ruota e lo saltava ai 50 metri, giusto in tempo per alzare le braccia sul traguardo. Nei dieci, assieme a tutti i big, chiudeva anche Fabio Aru, 12esimo Franco Pellizotti e 13esimo un sorprendente Ivan Basso. Il Giro è appena iniziato, ma Quintana ha perso una grande occasione. @mauridigiangiac ©RIPRODUZIONE RISERVATA