Sannazzaro progetta il suo futuro oltre l'Eni

SANNAZZARO Il Comune affida all'Università uno studio sul futuro dell'economia locale per progettare un paese non più solo Eni-dipendente. «Il problema lavoro sta molto a cuore alla nostra amministrazione che sta attivandosi per progettare l'ipotetico sviluppo futuro della città», dice il sindaco Giovanni Maggi, che si inerisce nella dialettica sviluppatasi sul tema nei vari ambiti politici. Un impegno su tutti: partire dalla diagnosi del territorio per arrivare ad un piano programmatico vero e proprio che possa «aprire le porte ad una progressiva azione di sviluppo pluriennale». La giunta comunale, conscia di una situazione economica di grave congiuntura e dell'offerta monocorde proveniente unicamente dal polo petrolifero dell'Eni, vuole trovare nuovi filoni produttivi alternativi ed anche possibili punti di congiunzione con Eni stessa. Da qui la decisione di commissionare uno studio sulle «possibilità di sviluppo pluriennale» per la Sannazzaro del futuro all'Università di Pavia e, nello specifico, alle facoltà di economia, ingegneria civile ed architettura. Ed una prima analisi dell'esistente è già stata realizzata; i referenti sono Antonella Zucchella, specialista in marketing, e Carlo Ciaponi, presidente della facoltà di Ingegneria. Dopo la diagnosi che evidenzia quanto la realtà sannazzarese, commerciale e produttiva, sia mono-dipendente dal polo Eni, ecco l'individuazione delle aree di un possibile sviluppo. Il sindaco Maggi continua: «La ricerca ha evidenziato margini di promozione su filoni produttivi alternativi o collaterali ad Eni. Qualche esempio? La ricerca e lo sviluppo in materia di trasferimento tecnologico, la formazione professionale intesa come business, l'impegno a favore della qualità dell'abitare, la promozione della cultura e delle bellezze naturali. Questi ambiti possono prevedere margini di sviluppo per garantire la nascita di nuove imprenditorialità, qualche posto di lavoro, attività alternative ma anche complementari al polo Eni». La ricerca universitaria è alla fase embrionale; le proposte saranno ora perfezionate. E Maggi aggiunge: «L'ipotesi di una scuola superiore per la sicurezza, la prevenzione, la diagnostica dell'inquinamento, i presidi ambientali possono trovare spunto dall'esperienza maturata con Eni e noi potremmo offrire ampi spazi logistici da utilizzare. Sannazzaro potrebbe insomma trasformarsi da polo unicamente industriale a luogo poli-culturale. Le prime indicazioni offerteci dall'università vanno in questa direzione». Paolo Calvi