Il vignaiolo doc va all'attacco «Ristoratori, non snobbateci»
CANNETO Un gioco, che ben presto si è trasformato in un lavoro, poi in una passione e una ragione di vita. Si può dire che Paolo Verdi sia nato in cantina: fin da piccolo, insieme a papà Bruno, si infilava tra le vasche e i trattori, all'inizio per gioco, ma poi per professione. A 19 anni già lavorava con il padre e, dopo la sua scomparsa, ne ha ereditato l'attività e la passione per la vigna e il vino di qualità. Oggi Verdi è adulto, due figli che stanno seguendo le sue orme, ed è il titolare dell'azienda "Bruno Verdi" di Canneto Pavese, ben avviata, che produce più di 100 mila bottiglie l'anno e che è stata tra i soci fondatori del Distretto del vino. La situazione non è delle migliori, la crisi morde ancora e l'Oltrepo fa fatica a ripartire. Ma non manca l'entusiasmo dei produttori come lui: «Sono sette generazioni che la mia famiglia si occupa di vino – spiega Verdi – ma il salto di qualità lo abbiamo fatto solo negli anni Ottanta. Allora pensavo che, dopo qualche anno, potesse iniziare un periodo diverso per l'Oltrepo, ma purtroppo ciò non è avvenuto. Ora, però, finalmente ci sono segnali di ripresa». Nell'ufficio di Verdi ci sono molti riconoscimenti ottenuti dai suoi vini, non ultimo un premio al Concorso nazionale di "Vini Rosati d'Italia" in Puglia. «I nostri vini stanno riguadagnando posizioni nei concorsi e sulle guide – continua -. Però ci sono ancora ristoratori, anche molto vicino a noi, che non ci considerano e non hanno voglia di mettersi in gioco con i nostri prodotti». L'Oltrepo non è profeta in patria, ma non solo: c'è anche il problema dei prezzi, troppo bassi per consentire la sostenibilità dei produttori. «Non c è ancora un valore aggiunto sufficiente per poter permettere investimenti senza problemi – afferma ancora Verdi -. Purtroppo chi costretto a tenere i prezzi bassi per vendere il prodotto. Noi, invece, cerchiamo di vendere a un prezzo accettabile, ma mai sotto una certa soglia». Ma il territorio ha anche punti di forza da valorizzare, la qualità del vino e la bellezza del paesaggio, che, però, deve essere preservato dal degrado e dall'abbandono. E, poi, la tenacia dei produttori, come Paolo Verdi, che non si arrendono e cercano sempre di migliorarsi: «Insieme al vino, un'altra mia passione è lo sci. Il mio lavoro lo vedo come una gara: tutte le annate devono essere la partenza per migliorare il prodotto dell'anno precedente» conclude. Oliviero Maggi