Sala: «Io tradito pronto a lasciare»
di Andrea Di Stefano wMILANO La bufera che si è abbattuta su Expo rischia di produrre un vero terremoto a meno di dodici mesi dall'inaugurazione dell'esposizione universale. L'ad della società incaricata dei lavori, che è anche commissario straordinario, al termine di un Cda di quasi due ore, ha rilasciato una nota che suona quasi come una remissione del mandato. «Svolgo da sempre la mia attività professionale credendo nel lavoro di squadra e nella lealtà dei comportamenti. Oggi questa fiducia appare sorprendentemente tradita da una delle persone di Expo», ha dichiarato Giuseppe Sala. «Dal mio punto di vista - ha aggiunto - non intendo sottrarmi alla responsabilità che comunque è sempre in capo a chi guida una società. In vista dell'incontro di martedì con il presidente del Consiglio, intendo esaminare quali siano le migliori condizioni di lavoro della Società nell'esclusivo interesse dell'Expo, del Paese e dell'assoluto rispetto della legalità». Insomma quasi un'autosospensione in attesa di un chiarimento e di un probabile ampliamento della cabina di regia per un evento dai numeri monstre: oltre due miliardi di danaro pubblico tra gli investimenti diretti e indiretti a cui si aggiungono circa 1 miliardo di euro per la realizzazione dei padiglioni dei 147 Paesi che saranno presenti. Secondo una ricerca della Sda Bocconi, promossa dalla Camera di commercio di Milano, l'indotto della manifestazione a Milano sarà quantificabile in 2,05 miliardi e 20mila occupati con in testa i settori del turismo e della ristorazione, con 1,6 miliardi di produzione aggiuntiva e 18.300 occupati; ma anche il commercio, con quasi mezzo miliardo di produzione aggiuntiva e 700 unità di lavoro. L'impatto riguarderà tutto il 2015, con un picco in corrispondenza del semestre di Expo. Nel complesso l'evento, compresa anche la filiera diretta, avrà 102mila unità di lavoro a Milano, con 12,7 miliardi di produzione aggiuntiva sul territorio, spalmati nel periodo 2012-2020. Sin dall'annuncio della vittoria per i cantieri di Expo è scattato l'allarme per le infiltrazioni mafiose e proprio due giorni fa erano state allentate le maglie dei controlli: il valore dei contratti sotto esame è stato innalzato da 50mila euro (la cifra rimarrà tale per attività considerate a rischio come i servizi di pulizia o di ristorazione), a 100mila (comunque inferiore ai 150mila indicati nel Codice antimafia). Dal 2011 a l'altro ieri sono state 33 le imprese "interdette" perché in odore di mafia (sei sono state bloccate negli ultimi sei mesi), altre dieci sono state le cosiddette "informative atipiche". Oggi, tra appalti e subappalti, le aziende attive sull'area sono 150. Si calcola che a piastra espositiva ultimata saranno 600. La fine dei lavori della piastra espositiva è prevista per novembre 2014, il recupero della Darsena e dei Navigli per febbraio 2015 e la fine dei lavori sulle vie d'Acqua per aprile. Il primo maggio 2015 tutto deve essere pronto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA