«Così attraverso i piccioni racconto la vita degli ultimi»

PAVIA "L'uomo che amava i piccioni" è lo spettacolo che Francesco Mastrandrea - sceneggiatore, attore e regista pavese di origini siciliane – porterà in scena domani sera alle 21 al Teatro della Domus Pacis (via San Lanfranco 13). Diversità, sentimento di repulsione verso ciò che "sporca", "dà fastidio" ed è "invadente", e infine una riflessione sulla vera distanza tra l'uomo e il piccione, sono i cardini sui quali Mastrandrea fonda lo spettacolo, scritto a quattro mani con Loredana Scaramella (per anni assistente di Gigi Proietti). «Alla base del testo c'è l'assimilazione tra la diversità di alcuni esseri umani e il mondo dei piccioni – spiega l'attore, che dal 2004 lavora anche con Andrea Valente, pavese, autore della Pecora Nera - Perché i piccioni non hanno nulla di gradevole: sono goffi, lordi ed emettono suoni sgradevoli e fastidiosi, imbrattano e corrodono tutto quello che li circonda. E poi non sanno cantare e con le loro piume non si possono riempire materassi o piumini». Ed è proprio da questa constatazione che nasce la riflessione centrale. «Nonostante tutto, questi pennuti che condividono con noi gli spazi delle nostre città attirano l'attenzione di anziani, bambini, emarginati e solitari, e questo l'ho visto con i miei occhi – continua Mastrandrea - Nel mio peregrinare, vedendo persone e anche parlando con loro, ho notato che intorno ai piccioni si coagulano sempre personaggi un po' strani: per lo più sono persone sole, che con i piccioni mostrano una loro sintonia». Mastrandrea si fa delle domande apparentemente scontate - a cosa servono i piccioni? Perché sono stati creati? - e trae spunto per raccontare la storia di Gioachino Botero, "settimo figlio illegittimo di un acrobata del Circo Imperiale del Cile e di una nana, stiratrice di Gravellona Lomellina". «Dentro lo spettacolo c'è un intero condominio di personaggi, tutti diversi, che faticano ad andare d'accordo – aggiunge Francesco Mastrandrea – Si penserà che rasento la pazzia, ma il gioco per me va di pari passo con il teatro». Il ricavato dei biglietti (10 euro) verrà devoluto al Centro Studi e Ricerche sull'Autismo di Pavia. (m. piz.)