Grillo: via Napolitano e premier

ROMA Nel Movimento non vogliono crederci: i sondaggi per il M5S alle europee sono molto più che incoraggianti. Ma troppo belli per sedersi ora sugli allori. E allora Beppe Grillo cavalca l'onda e non perde giorno per chiamare gli italiani al voto, promettendo rivoluzioni. «Stravinceremo» assicura il leader M5S che preannuncia: «Se il M5S sarà votato come primo gruppo politico alle europee dovranno avvenire due cose, immediatamente». La prima è «che Napolitano dovrà dimettersi». La seconda, da tempo invocata, sono le elezioni politiche anticipate. «Il Parlamento è incostituzionale e non ha più alcuna legittimità elettorale» continua a ripetere. «Da questa campagna elettorale mi aspetto una marcia trionfale. Prima pensavo di vincere, adesso stravinceremo» pronostica il fondatore del Movimento che vede all'orizzonte un «nuovo Rinascimento». L'Italia sarà addirittura «una meraviglia» azzarda Grillo che cavalca un programma aggressivo anche per le europee. «Se vinco le europee, vado in Europa e il fiscal compact lo strappiamo lì davanti». Nella sua campagna elettorale concede anche un'intervista alla Rai che conduce cingendo stretta l'inviata sulla spiaggia di Marina di Bibbona. Spara contro tutti. Il capo dello Stato torna ad essere il «tormentone» del leader pentastellato. «Non rappresenta più da tempo il sentimento del Paese nè la volontà degli elettori. Potrebbe ritirarsi a Cesano Boscone ed incontrare con tutto comodo una volta alla settimana il noto pregiudicato». Ma ne ha anche per Renzi, «figlio di Troika». Un «bamboccio che saltella da un telegiornale all'altro a dire cazzate». Renzi, secondo il leader dei Cinque Stelle, è andato al Quirinale «per dire a Napolitano di richiamare questo "cadavere" di Berlusconi, altrimenti vince Grillo». Hanno bisogno l'uno dell'altro, «altrimenti muoiono insieme» attacca. Il Pd replica basito: «Ha una vocazione dittatoriale»; «con Berlusconi fanno a gara a chi la spara più grossa». Intanto da un sondaggio di Demopolis (vedi grafico in alto) emerge che una larga maggioranza degli italiani, il 56%, indica senza esitazioni il Movimento 5 Stelle come principale forza di opposizione. Appena il 19% degli italiani risponde Forza Italia, il 7% la Lega, l'8% altri partiti.