Boschi e Alfano: riforme anche senza Fi

di Maria Berlinguer wROMA «Aspetto la convocazione domani a qualsiasi ora». È il fuorionda di Matteo Renzi con Giorgio Napolitano registrato da RaiNews durante le celebrazione per il 25 aprile all'Altare della Patria. L'orario non c'è ancora, ma oggi certamente il capo del governo salirà al Colle per fare il punto con il capo dello Stato sulle riforme, alla vigilia di una settimana decisiva per il ddl su Senato e Titolo V. A Silvio Berlusconi, che nel salotto di Vespa, aprendo la campagna elettorale, ha affondato il patto del Nazareno su Italicum e riforme costituzionali, intanto replica Maria Elena Boschi. «Sulle riforme sono molto, molto fiduciosa perché i numeri ci sono per arrivare a un'approvazione, mi auguro anche con Forza Italia ma altrimenti dobbiamo comunque andare avanti con i numeri che abbiamo», sottolinea il ministro delle Riforme. «Noi siamo convinti che i numeri per approvare le riforme ci sono anche senza Forza Italia, poi sarà il popolo a decidere se le vuole o no e noi siamo convinti che vinceremo il referendum», aggiunge anche Angelino Alfano. Il leader di Ncd confessa che vedendo Berlusconi in tv ha rivisto la stessa scena vissuta sei mesi fa con il governo Letta, quando l'ex premier ha detto «prima sì, poi nì e poi no». «Ho sentito dichiarazioni lunari, nessuno può osare pensare che Forza Italia non rispetti i patti, chi non rispetta i patti è il Pd che continua a scaricare sugli italiani il suo congresso perenne», dice però il forzista Giovanni Toti. Boschi e Debora Serracchiani non gettano benzina sul fuoco, come chiesto da Renzi subito dopo aver letto i flash delle dichiarazioni di Berlusconi. Il premier, rassicurato anche da Denis Verdini con il quale anche ieri si è scambiato diversi sms, è convinto che Silvio Berlusconi non abbia alcuna intenzione di rompere gli accordi. «Credo che il Cavaliere sia in campagna elettorale e stia facendo come tutti un po' di calcoli e valutazioni su cosa gli convenga», dice al Tg5 il ministro delle Riforme. «Secondo me è meglio rispettare il patto con i cittadini e non fare marce indietro all'ultimo, Forza Italia valuterà e ci farà sapere», avverte Boschi. L'ex coordinatore di Forza Italia già durante la registrazione di "Porta a Porta" avrebbe approfittato della pausa pubblicità per invitare Berlusconi ad abbassare i toni della polemica. Ma il fronte con il Cavaliere non è l'unico aperto. Finora è fallito ogni tentativo di convincere la minoranza del Pd a ritirare i suoi ddl in commissione Affari costituzionali. E ieri il Movimento 5 Stelle che sta cercando in di inserirsi nelle divisioni tra i democratici, ha confermato di essere disponibile a votare il ddl presentato dal Pd Vannino Chiti. Martedì toccherà a Renzi provare a spendersi personalmente per convincere i dissidenti a fare marcia indietro. Il premier incontrerà i senatori Pd per cercare una via d'uscita onorevole. E tornerà a giocare anche la carta delle sue dimissioni e delle elezioni anticipate. Del resto una parte dei renziani insiste nel chiedere al premier di far saltare il tavolo. «Noi siamo pronti e non abbiamo paura», avverte la Serracchiani in un messaggio apparentemente diretto a Berlusconi che da Vespa si è detto prontissimo a tornare al voto, ma che vale anche all'interno del Pd. Renzi non è disposto a trattare sui cinque punti che ritiene non negoziabili a partire dalla non eleggibilità dei senatori. Per la cronaca però, dei 52 ddl depositati in commissione solo tre, 2 oltre quello del governo, ricalcano il testo della Boschi. E le urne, alla vigilia del semestre di presidenza italiana della Ue, non sono alla portata. Per ora non resta che aprire al dialogo con la minoranza e poco importa se la riforma non arriverà entro il 25 maggio come voleva Renzi. «Una settimana in più non è un dramma», avverte Boschi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA