Poletti: jobs act nel 2015 e flessibilità pensioni
ROMA Più flessibilità nella pensione per chi perde il lavoro, contratti a tempo indeterminato più convenienti per chi assume e per chi lo cerca. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, svela nuovi dettagli della strategia del governo sull'occupazione, a partire dal jobs act, che potrebbe essere approvato entro metà 2015 se il Parlamento concluderà la sua parte della legge delega entro dicembre, fino ad arrivare a risposte per tutti gli esodati. Sul fronte delle pensioni già la prossima settimana inizierà un confronto tra il ministero, l'Inps, la Camera e il Senato «per una flessibilizzazione del pensionamento per chi perde il posto». L'idea del ministro, secondo quanto spiega a un videoforum di "Repubblica Tv", è «molto semplice»: il lavoratore riceve un assegno dallo Stato fino a quando non matura i termini per il pensionamento e l'azienda continua nel frattempo a pagare i contributi; una volta ottenuta la pensione, poi, il lavoratore restituirà nel tempo parte di quanto ricevuto. Esodati e licenziati di età avanzata si troverebbero quindi a contribuire alla loro uscita anticipata dal mercato del lavoro. Questo potrebbe essere un modo, secondo il ministro, per dare risposte a tutti gli esodati, che sono una delle «gravi ingiustizie» create dalla riforma Fornero in un momento in cui l'Italia «rischiava la bancarotta», e anche un modo per far entrare più giovani nel mercato del lavoro grazie a una maggiore flessibilità in uscita. Ai disoccupati guarda pure l'altro intervento annunciato dal governo: una diminuzione del costo dei contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli precari. «Oggi un contratto a termine costa l'1,4% in più di uno indeterminato, se non arriviamo a 10% non è significativo. Se poi arriviamo al 12% va bene», dice il ministro annunciando la volontà di «rivoluzionare tutto l'impianto» del codice del lavoro nel jobs act. Ecco quindi una «drastica riduzione» delle tipologie di contratto e il tempo indeterminato con tutele crescenti. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, giudica «eccessivo» un anno di attesa per il jobs act ma apre sul pensionamento flessibile: «È una buona base di proposta per discutere», osserva. Approva le riflessioni del ministro sugli esodati anche il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, che chiede un cronoprogramma per gli interventi e confronto con le parti sociali. Mentre la leader della Cgil, Susanna Camusso, boccia il progetto di un sistema ad hoc per gli esodati, «frutto di un prestito, che mi pare un'idea ardita». «Bisogna tornare a parlare di flessibilità - propone - non rispetto ai singoli ma all'idea stessa di andare in pensione». Cgil, Cisl e Uil uniscono gli sforzi per chiedere lo sblocco dei fondi per la cassa integrazione in deroga e annunciano una mobilitazione nei territori.