Duello Renzi-Berlusconi sulle riforme

di Gabriele Rizzardi wROMA Sulle riforme Renzi va avanti ma il patto del Nazareno scricchiola sotto i colpi che partono dai falchi di Forza Italia. Poi, in serata, preoccupato dalle conseguenze che una rottura traumatica potrebbe avere anche sulla tenuta del suo partito, Berlusconi lascia apertissimo il canale di comunicazione con il governo anche se insiste sull'«opportunità» di approvare la legge elettorale prima della riforma del Senato. «Forza Italia non si rimangia la parola e mantiene dritta la barra in direzione delle necessarie riforme per la modernizzazione del paese» scrive l'ex Cavaliere in una nota dove si dice «sicuro» che in un «prossimo incontro con Renzi» sarà possibile «mettere a punto le procedure e i dettagli per la modifica del Senato e per i tempi dei percorsi parlamentari che non facevano parte dell'accordo». La nota del leader di Forza Italia arriva al termine di una giornata che si apre con Renato Brunetta che lancia un ultimatum al governo. «Renzi, se vuole mantenere i patti, deve approvare la riforma elettorale prima di Pasqua. Se non ha i numeri per farlo, ne tragga le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni». Italicum approvato prima di pasqua? «Questa è un'idea di Brunetta. Il testo deve ancora essere esaminato dalla commissione in Senato e a Pasqua mancano 10 giorni...» taglia corto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, per la quale l'idea di approvare la legge elettorale entro Pasqua non fa parte di alcun accordo. Ma la risposta non piace affatto a Brunetta, che rincara la dose: «Non fanno in tempo? Ma come, un fenomeno come Renzi in 10 giorni dovrebbe rifondare l'Italia e non riesce nemmeno a dire sì alla legge elettorale?». Il botta e risposta va avanti per tutto il pomeriggio con un crescendo di dichiarazioni preoccupante. Poi, a rispondere all'aut aut di Brunetta ci pensa Renzi. E i toni non sono concilianti. Il premier respinge l'ultimatum sulla legge elettorale e fa sapere che se Forza Italia si sfila dal programma delle riforme costituzionali la maggioranza andrà avanti anche da sola. «Sulle riforme non accettiamo ultimatum da nessuno, men che meno da Brunetta» scandisce il premier, che scommette sull'autosufficienza della maggioranza in Parlamento, «ce la facciamo, ce la facciamo...», e invita Berlusconi a risolvere i problemi in casa sua. «Le questioni interne a Forza Italia se le risolveranno loro se ne avranno voglia. Se decidono di stare al gioco delle riforme noi ci siamo, ma se vogliono sfilarsi lo dicano e noi ne prenderemo atto» conclude Renzi, che per ora esclude nuovi faccia faccia con il Cavaliere. Contro il partito di Berlusconi si scaglia anche Angelino Alfano, che definisce «auspicabile ma non necessario» il consenso di Forza Italia e liquida i sui ex compagni di partito con freddezza. «Se ci vogliono stare, bene, se si vogliono sottrarre per ragioni ignote agli italiani lo facciano, se ne assumeranno la responsabilità. Le riforme saranno approvate lo stesso e si andrà al referendum confermativo» assicura il ministro dell'Interno. Ci sarà un nuovo incontro tra esponenti di Forza Italia e il Pd? A largo del Nazareno ricordano che Denis Verdini, che può essere considerato il vero regista dell'«abbraccio mortale» tra Berlusconi e Renzi, è molto attivo e non escludono un prossimo incontro con il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Nel quartier generale di Forza Italia, invece, ritengono ancora possibile un nuovo faccia a faccia tra il premier e il Cavaliere autosospeso. «A questo punto è assolutamente necessario chiarire le posizioni in campo...» spiega un senatore berlusconiano. Quel che è certo è che il testo della riforma del Senato e del Titolo V approvato la settimana scorsa dal governo è ancora al vaglio del Quirinale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA