Telefonate Napolitano-Mancino: il Csm proscioglie il pm Di Matteo

Non rivelò « nulla di nuovo» il pm di Palermo Nino Di Matteo nell'intervista a Repubblica che lo ha fatto finire sotto procedimento disciplinare. Perché la notizia delle telefonate tra il capo dello Stato e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, intercettate nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, era già stata diffusa «come certa» da parte di testate giornalistiche nazionali. È uno dei passaggi dell'ordinanza con cui il Csm ha prosciolto ieri il pm di Palermo. «A prescindere dall'opportunità o meno della scelta di rendere le dichiarazioni stesse», la condotta di Di Matteo fu «caratterizzata comunque - sottolinea un altro passaggio dell'ordinanza di 42 pagine- da un rassicurante e chiaro riferimento all'irrilevanza delle intercettazioni della voce del Presidente della Repubblica». «Non ci sono motivi per essere soddisfatti. È evidente che questo procedimento, andato avanti oltre un anno, non doveva nemmeno iniziare», ha commentato Di Matteo.